MINNEAPOLIS – Al frastuono dei fischietti dei manifestanti in Minnesota si unisce il caos sul destino dell’Ice nello Stato governato dal democratico Tim Walz. Anche il sindaco di Minneapolis Jacob Frey non lascia spazio a equivoci: “Alcuni agenti federali inizieranno a lasciare l’area e io continuerò a insistere”. Fonti della Cnn sostengono che tra di loro ci sarebbe anche il comandante della polizia di frontiera Gregory Bovino. Decisione presa dopo l’omicidio di Alex Pretti, infermiere americano freddato con dieci colpi da un membro della Border Patrol.
Cnn: “Oscurati i social di Bovino”
Secondo il The Atlantic, Bovino è stato dimesso dal suo incarico. Alcune fonti già tracciano il suo futuro: l’italo-americano tornerà al suo incarico precedente nella città di El Centro, in California. E, anche se il dipartimento della sicurezza Usa si affretta a smentire la notizia, fonti della Cnn parlano della sospensione dei social di Bovino, messa in atto dal Department of Homeland Security, oltre a confermare la sua partenza da Minneapolis.
Lo “zar dei confini” scelto per sostituire Noem
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump muove le sue pedine per difendersi: Tom Homan approderà nel blue state per gestire le operazioni dell’Ice al posto della ministra Kristi Noem. Lo “zar dei confini” non è nuovo al tema dell’immigrazione. Durante la presidenza di Barack Obama, fu messo a capo del dipartimento deportazione dell’agenzia federale. Diventato noto per la politica della “tolleranza zero” (propose gabbie per gli immigrati e di separare figli e genitori per disincentivare i flussi migratori), fu insignito del premio Presidential Rank Award per il numero record di rimpatri.
La procuratrice Bondi chiede le liste elettorali del Minnesota
L’interesse di Trump per il Minnesota alimenta polemiche politiche. In particolare, la Procuratrice Generale Pam Bondi avrebbe inviato una lettera a Walz, esortandolo a consentire alla Divisione per i Diritti Civili del Dipartimento di Giustizia di accedere alle liste elettorali dello Stato. Washington, in sostanza, starebbe pensando alle elezioni di midterm, fissate a novembre 2026. Ma il governatore del Minnesota si è rifiutato di condividere i dati sensibili dei cittadini e ha respinto la possibilità di abrogare le politiche “santuario”.
Arrestati 26 manifestanti per l’assalto allo SpringHill hotel
In ogni caso, le proteste continuano a infuocare Minneapolis. Il 26 gennaio alcuni manifestanti hanno preso di mira l’hotel SpringHill Suites di Maple Grove, dove avrebbe alloggiato il capo del Border Patrol Bovino. Oltre ai fischietti – diventati simbolo dei “community observer” – pentole, padelle e utensili da cucina sono risuonate sotto la struttura. “La situazione è degenerata quando alcuni individui tra la folla hanno commesso atti illegali”, ha dichiarato il dipartimento di polizia di Maple Grove. “Sono stati causati danni alla proprietà e sono stati lanciati oggetti contro gli agenti”, con un bilancio finale di circa 26 arresti.


