PAOLA – Un altro naufragio, un’altra tragedia in mare. Sulle coste tirreniche calabresi e in Sicilia sono stati ritrovati i corpi di almeno 15 migranti. L’ipotesi è che le imbarcazioni stessero seguendo la rotta Algeria-Sardegna, l’unica che spiegherebbe la presenza dei corpi nel Tirreno. Le procure di Paola e Vibo Valentia, nel frattempo, hanno disposto l’autopsia sulle salme. Si indaga sulla causa dei decessi e su eventuali segni di violenza sui corpi. “Al momento non abbiamo elementi per collegare i ritrovamenti a un naufragio specifico” ha detto il procuratore di Paola Domenico Fiordalisi.
Si teme un numero maggiore di vittime
Il numero delle vittime è ancora in aggiornamento. L’ultimo corpo è stato recuperato ieri (17 febbraio) a Tropea, in Calabria. Ad allertare la Capitaneria di porto sono stati alcuni studenti. “Inizialmente si pensava a due corpi distinti. In realtà è uno solo, o meglio quello che resta di un uomo” ha dichiarato il comandante della Guardia costiera di Tropea Giuseppe Durante. “Era spiaggiato con il salvagente ancora attorno alla parte bassa del corpo. Poi il mare l’ha ripreso e riportato tra le onde”.
Gli effetti devastanti del ciclone Harry
Il ciclone Harry, che ha colpito il Sud Italia nelle ultime settimane, ha reso la tratta del Mediterraneo ancora più letale. Negli ultimi 10 giorni, lungo il Tirreno cosentino, si sono verificati tre ritrovamenti: il primo a Scalea lo scorso 8 febbraio, il secondo quattro giorni dopo ad Amantea.
I dati dell’Oim e dell’ong Mediterranea Saving Humans
A inizio febbraio, l’ong Mediterranea Saving Humans aveva lanciato l’allarme, specificando che sulla rotta dei migranti che divide Nord Africa e Italia si sarebbe abbattuta “la più grande tragedia degli ultimi anni”. Non solo. Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni, solo a gennaio più di 450 persone hanno perso la vita. Un dato triplicato rispetto allo stesso mese dello scorso anno.


