Dopo lo schianto in Etiopiale compagnie aeree ai ripari"Fermiamo i Boeing 737"

Lo stesso modello precipitò nel 2018 Ma er l'Easa "è ancora presto per agire"

Oltre al ricordo e al dolore, il giorno dopo è anche quello delle riflessioni. L’incidente aereo avvenuto ieri in Etiopia, e costato la vita a 157 persone, ha messo in allarme le compagnie di settore. Il mezzo, un Boeing 737 Max 8, è lo stesso precipitato lo scorso ottobre in Indonesia, pochi minuti dopo il decollo da Jakarta.

Per prima Ethiopian Airlines ha reso noto in un tweet di aver bloccato a terra tutti gli aerei dello stesso modello di quello precipitato ieri. “La decisione è presa in via precauzionale – si legge – dato che non si conoscono le cause dell’incidente”

IN ITALIA

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per la morte degli otto italiani morti nello schianto. Il procedimento, coordinato dal procuratore Giuseppe Pignatone, è al momento senza indagati e ipotesi di reato. La compagnia Air Italy ha confermato in una nota di essere “in contatto con le autorità per poter garantire la massima sicurezza dei voli”, mentre l’Associazione Nazionale Piloti ha chiesto all’Enac di intervenire su tutte le compagnie italiane che hanno in uso il Boeing 737, trattenendo a terra i velivoli per i controlli necessari.

L’ EUROPA

L’agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) “sta monitorando da vicino la situazione”. A dirlo è un portavoce, aggiungendo che è “troppo presto per fornire indicazioni alle compagnie europee, o per agire. L’Easa – ha concluso – resta comunque in contatto con le autorità americane ed etiopi”.

IN ASIA

Cina e Corea del Sud hanno agito tempestivamente. L’Authority di Pechino ha dato l’ordine a tutte le compagnie aeree di sospendere l’uso del Boeing 737, mentre la Divisione aeronavigabilità di Seoul ha inviato un team di quattro tecnici a visitare la Easter Jet, compagnia locale low cost, per avviare accertamenti sul pilota automatico e altri sistemi.

Massimiliano Cassano

Napoletano trapiantato a Roma per inseguire il sogno di diventare giornalista. Laureato in Mediazione linguistica e culturale, ossessionato dall’ordine. Appassionato di politica, arte, Lego, calcio e Simpson. Arbitro di calcio da giovanissimo per vocazione.