La Figc ferma i Dilettantiper loro è nodo stipendiRipartiranno serie A, B e C

Non è prevista la cassa integrazione I calciatori: "Calpestata la dignità"

Stop ai campionati di calcio dei Dilettanti, andranno avanti quelli della Leghe di Serie A, B e C. È quanto emerso dal consiglio federale della Figc, che ha stabilito la fine di tutti i campionati dalla D in giù e delimitato la scadenza della stagione sportiva 2019-20 “entro il prossimo 31 agosto”.

Se per i calciatori delle serie maggiori si prospetta il ritorno alla normalità anche per quanto riguarda gli stipendi, lo stesso non si può dire per quegli atleti che militano nei dilettanti e che non vengono pagati dall’inizio dell’epidemia. Dopo tre mesi la maggior parte delle società dalla serie D in giù, oltre ad aver fermato l’attività sportiva, a causa della crisi economica e dello stop degli sponsor, ha bloccato i compensi agli addetti ai lavori che avevano stretto accordi economici per nove-dieci mensilità della stagione 2019-2020: dai giocatori a direttori sportivi, passando per fisioterapisti, magazzinieri, segretari ed addetti stampa.

Per i non professionisti non è prevista la cassa integrazione, la maggior parte delle volte non c’è neanche un contratto o una lettera di incarico. Tra i tanti Dilettanti che fanno sport solo per passione ci sono anche coloro per i quali il calcio diventa quasi un “secondo lavoro” o, in mancanza di altro, l’unica fonte di reddito.

Coloro che avevano come unico reddito la collaborazione sportiva hanno potuto usufruire del bonus di 600 euro messo a disposizione da Sport e Salute, ma per gli altri, che magari arrotondavano lo stipendio, queste entrate, con il probabile stop definitivo dei campionati, andranno definitivamente perdute.

“So che qualche società ha già proposto ai propri atleti un accordo soddisfacente per il trimestre marzo-aprile-maggio, questo è un modo onesto di agire”. A parlare è Stefano Maiorano, calciatore del Biancavilla, squadra che milita in serie D. Maiorano denuncia come alcuni suoi colleghi “non prendono soldi da dicembre, altri addirittura da ottobre”. “Abbiamo tutti una famiglia e una dignità – aggiunge – che non va calpestata. Tantissimi di noi, se va bene, arrivano a mettere insieme 1.500 euro al mese”.

Massimiliano Cassano

Napoletano trapiantato a Roma per inseguire il sogno di diventare giornalista. Laureato in Mediazione linguistica e culturale, ossessionato dall’ordine. Appassionato di politica, arte, Lego, calcio e Simpson. Arbitro di calcio da giovanissimo per vocazione.