GAZA – Sale a 20 morti, tra cui 5 bambini, il bilancio provvisorio del crollo di un edificio a più piani avvenuto intorno all’una di notte a Gaza City. La struttura, appartenente a un complesso di circa 2.000 edifici rimasti in condizioni strutturali precarie dopo i bombardamenti israeliani, ospitava circa 100 persone divise in 10 famiglie sfollate.
La corsa contro il tempo e la rabbia dei soccorritori
Soccorritori e residenti continuano a scavare a mani nude tra il cemento, tra le grida di aiuto dei bambini intrappolati. Le operazioni di soccorso, coordinate con la Municipalità di Gaza e la Croce Rossa, procedono in condizioni disperate. Il portavoce della Protezione Civile palestinese ha denunciato che l’assenza di mezzi pesanti — di cui le forze israeliane starebbero bloccando l’ingresso nella Striscia — rende quasi impossibile sollevare i blocchi di cemento per trarre in salvo chi si trova ancora in vita.
L’appello internazionale
Le autorità locali chiedono un intervento urgente per revocare il blocco e consentire l’ingresso di attrezzature e aiuti umanitari. Ma l’allarme resta alto: secondo la Protezione Civile vi sono altri 2.000 edifici in condizioni strutturali precarie nella Striscia. Per la popolazione sfollata, tuttavia, non esistono alternative abitative sicure, costringendo migliaia di famiglie a rischiare la vita all’interno di strutture gravemente compromesse.


