NEW YORK — In tutto il mondo la democrazia è ormai in declino. Questo l’allarme lanciato dall’Istituto internazionale per la democrazia e l’assistenza elettorale (Idea). Il ruolo centrale dell’amministrazione Trump: “Le sfide globali alla democrazia e la difficoltà di arginarne l’erosione sono state aggravate dagli sviluppi politici negli Stati Uniti”.
Indicatori di democrazia mai così bassi negli ultimi 50 anni
Il think tank Idea analizza annualmente lo stato di diritto di 174 Paesi. Secondo i dati raccolti, gli indicatori di democrazia negli Stati Uniti hanno raggiunto i livelli più bassi degli ultimi 50 anni, con ripercussioni in tutto il mondo. Il presidente Trump ha aggravato la situazione “accumulando potere per promuovere obiettivi personali – scrive Idea. – I risultati sono stati di vasta portata e hanno messo alla prova le alleanze di lunga data e la cooperazione multilaterale”. In tutto il mondo indici come l’indipendenza della magistratura, le elezioni credibili e la libertà di espressione e di stampa rimangono a livelli bassi da almeno 30 anni.
Aumenta il rischio di conflitti
Il segretario generale di Idea Kevin Casas-Zamora avverte che con il deterioramento delle democrazie aumenta il rischio di conflitti: “Investire nella democrazia dovrebbe essere al centro della strategia di sicurezza di qualsiasi Paese”. A conferma di quanto denuncia Idea, il programma Uppsala Conflict Data Program mostra che il 2025 ha avuto i conflitti più violenti di qualsiasi altro anno nel suo set di dati, che risale al 1946.
Alcune buone notizie
Il report segnala anche alcuni sviluppi positivi. In Australia è aumentato il dibattito civile su una strategia antirazzista e sulla privacy online dei bambini. In Bangladesh, Nepal e Sri Lanka, governi mantenuti da leader di lunga data sono stati spodestati da proteste popolari di cui spesso sono stati protagonisti i giovani. Tuttavia, Idea lancia l’allarme: “Mentre le persone continuano a opporsi al deterioramento democratico, lo spazio civico si sta restringendo”.


