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HomePolitica Giustizia, Nordio su Barbero: “Gli storici sono sempre eccentrici”

Nordio risponde a Barbero
sul referendum giustizia
"Gli storici sono eccentrici"

Fischi dai banchi dell'opposizione

"Queste leggi proteggono i criminali"

di Roberto Abela21 Gennaio 2026
21 Gennaio 2026

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio | Foto Ansa

ROMA – “Una petulante litania”. Così definisce il Guardasigilli Carlo Nordio – in aula alla Camera per le comunicazioni sull’amministrazione della giustizia – l’accusa mossa dal fronte del No alla riforma costituzionale di voler sottomettere il pm all’esecutivo. Tanto basta per fare scoppiare la bagarre, con i banchi delle opposizioni richiamati all’ordine dal presidente di turno Fabio Rampelli. “Chi muove queste queste accuse non conosce la costituzione”, prosegue il ministro. “L’articolo 107 fa una differenza tra pubblico ministero e giudice e non istituisce le stesse garanzie. Con la riforma eleveremo il pm alla stessa dignità del giudice”. Poi passa al decreto sicurezza e sulle nuove misure sui minori afferma che serve “la certezza della pena”. “L’equilibrio della bilancia insieme alla spada”, conclude, “è essenziale per lo stato quanto per i ragazzi”.

Anche Del Mastro accusa Barbero

Lo scontro dei comitati del Sì e del No continua dunque in Parlamento. Nella giornata di oggi 21 gennaio, le opposizioni hanno presentato sei risoluzioni separate (Pd, M5s, Avs, +Europa, Azione e Iv) mentre quella di maggioranza è un unico documento nato dal compromesso tra Fi e FdI. Il sottosegretario alla Giustizia Andrea del Mastro che dai corridoi di Montecitorio risponde direttamente allo storico Alessandro Barbero, che recentemente si è unito al fronte del No: “Quando parla di fascismo perché non ci sarebbe più l’unità della giurisdizione, la risposta è che chi volle l’unità delle giurisdizioni era Grandi, un ministro fascistissimo. Lo storico può parlare del referendum, non dicendo castronerie giuridiche, ma anche storiche”. Nel merito della riforma poi aggiunge: “Per la prima volta entra in Costituzione italiana il pm e viene dotato di un suo Csm”. Dando per scontata la vittoria del sì al referendum, per il sottosegretario la prossima riforma chiave dell’esecutivo a guida Meloni è il premierato: “Sui tempi vi stupiremo con effetti speciali”.

Il botta e risposta in Aula

Dalle file del Pd Gianni Cuperlo dice la sua: “È la prima riforma costituzionale dell’intera storia repubblicana che è uscita dal Parlamento e va al referendum confermativo nella stessa versione con la quale è entrata, cioè non c’è stata la possibilità di modificare una virgola della composizione. Quindi il processo di revisione costituzionale, che per definizione dovrebbe essere un processo largamente condiviso da tutte le forze politiche, qui è stato letteralmente inibito”. Già in aula la pentastellata Ascari aveva attaccato il ministro citando la convocazione prima dell’arresto, introdotto recentemente dal titolare della giustizia: “Il risultato? Criminali che scappano, minacciano testimoni o accompagnati a casa con voli di Stato”. Conclusa la discussione generale, la risposta del Guardasigilli non si è fatta attendere: “Mi permetto di dire che l’interrogatorio preventivo non riguarda i reati più gravi, come quelli di mafia”. Poi attacca la stampa: “I giornali hanno criticato in modo sommario questa norma”.

La replica del ministro allo storico

Nordio torna sul nodo della riforma, che definisce “comune a tutti gli ordinamenti civili” e che attuerebbe “la presunzione di innocenza evitando carcerazioni inutili e illegittime” e anzi agevolerebbe “la deflazione del sovraffollamento carcerario”. “Se una persona viene incarcerata non è perché lo decide il Governo, il Parlamento o un ministro, è competenza della magistratura di sorveglianza”. Poi risponde anche lui a Barbero: “Non ho avuto l’onore di conversare con il professore, lo scontro con lui l’avete evocato voi. Ma consentitemi di dire questo, perché dall’altro lato le opposizioni fischiano. Mi limito a dire che gli storici hanno sempre dato interpretazioni eccentriche di quelli che sono gli eventi”.

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