Impeachment, sì alla CameraDonald Trump è sotto accusaA gennaio il via al processo

Il Senato voterà, ma è repubblicano Il tycoon: "Vogliono bloccare elezioni"

Donald Trump è formalmente in stato d’accusa. La Camera degli Stati Uniti ha aperto ufficialmente una procedura di impeachment contro il presidente per abuso di potere e ostruzione ai lavori del Congresso. Ora la palla passa al Senato, dove inizierà un processo a gennaio, che avrà il compito di decidere se rimuovere o no il tycoon dal suo ruolo. La procedura d’impeachment prevede un vero e proprio processo al presidente degli Stati Uniti. Dopo la messa in stato d’accusa alla Camera approvata con maggioranza semplice, al Senato inizierà un dibattito presieduto dal giudice capo della Corte Suprema, poi il voto. Ma per rimuovere Trump serve il sì di due terzi del Senato.

Mentre la Camera votava, con 230 sì e 197 no, il Tycoon era su un palco a Battle Creek, in Michigan, per un comizio durato quasi due ore. “La Camera sta cercando di annullare il voto di milioni di americani e il risultato elettorale con l’impeachment – ha accusato Trump – per loro è un suicidio politico, ma è dal primo giorno che stanno cercando di mettermi sotto accusa”. Secondo il presidente “sono i democratici che dovrebbero essere messi in stato d’accusa per abuso di potere”, imitando poi Adam Schiff, il presidente dem di intelligence della Camera.

Dalla Casa Bianca, in una nota ufficiale, fanno sapere che “il presidente è fiducioso che il Senato ripristinerà l’ordine, la correttezza e il giusto processo, tutte cose ignorate nel procedimento alla Camera”. Inoltre Trump “è pronto per i prossimi passi e crede che sarà completamente scagionato”. La probabilità che finisca come ha previsto il tycoon è molto alta, perché, a differenza della Camera, il Senato è a maggioranza repubblicana.

Le reazioni all’ufficialità della procedura di impeachment sono arrivate da tutto il mondo. Se la speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha freddato con lo sguardo i deputati dem che hanno applaudito dell’annuncio della vittoria dei sì, il presidente russo Vladimir Putin ha difeso Trump: “I motivi sono assolutamente inventati”. In Italia Giorgia Meloni ha espresso “solidarietà e sostegno a Trump e al popolo americano”.

Tommaso Coluzzi

Tommaso Coluzzi è nato e cresciuto a Roma, ha ventiquattro anni, un sacco di macchinette fotografiche ed una laurea in Comunicazione. Ama scrivere di tutto e si interessa, in ordine sparso, di dinamiche culturali internazionali, cinema, musica e tutto ciò che è catalogabile in ambito artistico