HomeEsteri Inizia il summit di Palermo sulla Libia: si cerca un compromesso tra al-Sarraj e Haftar

Oggi il summit sulla Libia
si punta al compromesso
Conte: Haftar partecipi

L'Italia vuole un ruolo nel dialogo

ma i leader internazionali disertano

di Tommaso Coluzzi12 Novembre 2018
12 Novembre 2018

Si apre oggi a Palermo il summit internazionale sulla Libia, che durerà due giorni, voluto dal premier Giuseppe Conte. L’obiettivo della conferenza non è mettere fine al conflitto, ipotesi considerata irrealizzabile a breve, ma fare passi avanti nella stabilizzazione e unificazione del Paese che è oggi di fatto spaccato a metà: la parte occidentale è sotto il controllo del governo di Fayez al-Sarraj riconosciuto dall’Onu e appoggiato dall’Italia, e la Cirenaica controllata dalle forze fedeli al generale Khalifa Haftar, sostenuto da Egitto e Russia.

Al summit di Palermo “mi aspetto che Haftar sia presente” ha dichiarato il premier Conte a La Stampa, “la sua visione non è certamente coincidente con quella del presidente Sarraj”, ma “ciò non significa che sia aprioristicamente esclusa la possibilità di individuare un percorso dove convogliare le diverse istanze”. Il premier ha proseguito sottolineando la “determinazione dell’Italia a fare di Palermo un momento cruciale della stabilizzazione della Libia” per fermare l’escalation di violenza degli ultimi mesi, raccontando di aver incontrato personalmente sia Sarraj che Haftar e di aver raccolto “forti incoraggiamenti” da parte degli altri leader internazionali. Tuttavia la partecipazione di nomi di rilievo appare scarsa: Merkel, Macron, Trump e Putin non saranno a Palermo, grandi dubbi anche sulla partecipazione del generale Haftar, mentre in tarda mattinata ha annunciato la sua presenza il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi.

Il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov, rappresentante del suo paese a Palermo, ha incontrato a margine della conferenza Khaled Al-Mishri e Ghassan Salamé, rispettivamente il presidente del consiglio di stato supremo libico e l’inviato dell’Onu in Libia. Bogdanov ha confermato la posizione della Russia: “Vogliamo superare le differenze attraverso il dialogo, così da garantire l’integrità territoriale e la sovranità della Libia”, con l’auspicio che si possano tenere nuove elezioni il prima possibile.

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