Intesa tra Draghi e Macronsul vaccino Astrazeneca

Domani la decisione dell'Ema Pfizer in soccorso dell'Europa

Ultimo giorno di attesa per Italia e Francia che, ottimiste sulla decisione dell’Ema prevista per domani, si preparano a riprendere le somministrazioni di Astrazeneca. A incoraggiare le due potenze sono state le parole della direttrice esecutiva dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), Emer Cooke, che ha negato un collegamento scientifico tra l’insorgenza di casi di trombosi e la somministrazione del siero. “Siamo ancora saldamente convinti che i benefici del vaccino nel prevenire il Covid-19, superino i rischi di questi effetti collaterali”, ha detto in una conferenza stampa ad Amsterdam.

L’intesa tra Roma e Parigi sui vaccini è stata inoltre confermata dalla telefonata di ieri tra il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e il premier Mario Draghi. A unire i due leader c’è anche l’esclusione della Germania dal colloquio.

Lo stop al vaccino anglo-svedese è stato infatti imposto in prima battuta da Berlino, che ha sospeso le vaccinazioni in seguito a sette casi sospetti di trombosi cerebrale, di cui tre mortali su 1,6 milioni di vaccini, provocando così un effetto domino sugli altri Stati europei. E sarebbe stato proprio questo il motivo che avrebbe spinto l’Ema a pronunciarsi in modo netto, fugando ogni dubbio sui casi sospetti nel corso della riunione tra i ventisette dell’Unione europea tenutasi nel pomeriggio di martedì.

Il governo italiano ha assicurato che il blocco di Astrazeneca verrà riassorbito nel giro di due settimane, anche grazie all’incremento delle dosi Pfizer in arrivo dagli Usa. La Commissione europea ha infatti detto di aver raggiunto un accordo per anticipare la consegna di altri 10 milioni di dosi del vaccino di Pfizer-BioNTech: i nuovi tempi prevedono che vengano distribuite entro il secondo trimestre di quest’anno, e non più nel terzo trimestre.

Il timore di Draghi, ora, è che la sfiducia di parte dei cittadini, disorientati da una scelta poco chiara, nei confronti di AstraZeneca possa comunque compromettere in parte la campagna vaccinale. Da qui l’importanza di una campagna di comunicazione dell’esecutivo che sia trasparente nella divulgazione e ferma nelle decisioni.

Francesca Funari

Mi chiamo Francesca Funari, sono nata il 2 luglio 1997 e sono di Norcia. Sono laureata in Scienze della Comunicazione. Ho lavorato con Il Nuovo Diario Messaggero e presso la Uil nazionale.