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HomePolitica Iran, Meloni: “Sosteniamo dialogo tra le parti”. Tajani critica la Francia

Iran, Meloni: "Sosteniamo
il dialogo tra le parti"
E Tajani attacca Macron

La premier: "L'Italia farà la sua parte"

Il governo frena sulle basi agli Usa

di Chiara Di Benedetto06 Marzo 2026
06 Marzo 2026

Il minsitro degli Esteri, Antonio Tajani, in Aula | Foto Ansa

ROMA – Gli Stati Uniti “hanno agito al di fuori del diritto internazionale”, ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Tutti d’accordo. Ma solo su questo. “La priorità è proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai nostri principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti”, ha fatto sapere la premier Giorgia Meloni in un post pubblicato sui social venerdì 6 marzo. Mentre ieri, in Aula e in Senato, per votare il testo sull’Iran, le forze politiche italiane si presentavano divise.

Lo scontro Renzi – Tajani

Lo scontro più duro si è consumato tra il leader di Iv, Matteo Renzi, e il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Abbiamo a che fare con un governo imbarazzante per mediocrità – ha attaccato il senatore-. E Tajani ne è il simbolo. Siamo allo scontro finale nel mondo islamico e il nostro ministro degli Esteri anziché offrirci un’analisi di ciò che sta accadendo e dire cosa serve all’Italia, si lancia in consigli stile: ‘Quando vedete un drone non affacciatevi alla finestra'”. Al che la risposta di Tajani: “È nervoso? Facile andare nel Golfo a fare conferenze ben pagate…”

Il ministro degli Esteri: “La Francia agisce per salvarsi la coscienza”

Nel corso di un’intervista rilasciata a Start di SkyTg24, il titolare della Farnesina ha poi sottolineato come “tutto, in questi ultimi anni, si muove al di fuori del diritto internazionale”. E sull’ipotesi di un ombrello nucleare avanzata dalla Francia: “Bisogna vedere se è efficace o no. Io preferisco fare scelte a livello europeo e farle insieme alla Nato”, ha rimarcato Tajani. La Francia inoltre ha dato le sue basi in Medio Oriente per gli attacchi militari contro l’Iran. Se dici che le azioni sono illegali, e poi dai le basi, lo dici per salvarti la coscienza… Ma io non critico”.

Le opposizioni in ordine sparso

Ieri, invece, mentre Pd, M5s e Avs tentavano di far passare una risoluzione unitaria sul modello delle posizioni spagnole del premier Pedro Sanchez – poi bocciata – Azione e Italia Viva riuscivano a far passare alcuni pezzi della loro proposta. Dopo un po’ di schermaglie con alcuni parlamentari di Avs con in mano cartelli con scritte come “Fratelli di Trump” e “l’Italia non si Usa”, il testo della maggioranza veniva approvato senza troppi problemi, con l’astensione di Iv e Azione. Tre i punti fondamentali: la difesa dei Paesi europei più esposti agli attacchi iraniani come Cipro, l’invio di aiuti militari ai Paesi del Golfo compresi missili Stamp-T e sistemi anti drone, la concessione delle basi militari agli Stati Uniti secondo quanto previsto dai trattati del 1954. Q quindi con una precisazione: saranno autorizzate automaticamente soltanto le operazioni di logistica non quelle “cinetiche”, quindi non i bombardamenti.

Le polemiche sull’assenza di Meloni in Aula

“Non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”, ha sottolineato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di un’intervista rilasciata a radio Rtl 102.5 ieri mattina prima dell’inizio dei lavori a Palazzo Madama, a cui non ha preso parte. Assenza che è stata notata e che ha suscitato lo sdegno generale delle opposizioni. “È normale che il ministro Tajani venga qui a fare appelli all’unità mentre Giorgia Meloni va alla radio ad attaccare le opposizioni?”, ha attaccato la segretaria del Pd, Elly Schlein, durante il suo intervento. E il tentativo di mettere una toppa all’errore, con l’anticipazione dell’intervento in Aula a Montecitorio della premier dal 18 all’11 marzo, non ha placato le polemiche. “Nella settimana del referendum non vuole dibattiti”, hanno risposto i dem.

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