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Calano potere d'acquistoe risparmio delle famiglienel secondo trimestre 2023

I dati presentati nel Conto Istat Il pil diminuisce dello 0,4%

ROMA – Il potere d’acquisto delle famiglie italiane è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. A renderlo noto è l’Istat nel “Conto trimestrale delle amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società”.

Il resoconto del Conto trimestrale Istat

La causa principale alla diminuzione del potere d’acquisto – ovvero il reddito lordo disponibile in termini reali – è riconducibile alla stazionarietà dei prezzi. Ma c’è dell’altro. Sempre nel secondo trimestre 2023, infatti, a diminuire dello 0,1% è stato anche il reddito disponibile delle famiglie consumatrici. L’aumento della spesa per i consumi finali – nonostante la flessione del reddito disponibile sia stata lieve – si riflette in una flessione della propensione al risparmio, che già da diversi trimestri si attesta sotto i livelli pre-Covid. Quest’ultima, sempre secondo i dati Istat, è stimata al 6,3% ed è in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il prodotto interno lordo, invece, è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente ed è cresciuto dello 0,3% nei confronti del secondo trimestre del 2022.

Diminuzioni anche per i tassi d’investimento

Notizie non positive anche per quanto riguarda il tasso d’investimento. Nel Conto trimestrale dell’Istat si evince che il tasso di investimento delle famiglie consumatrici è stimato all’ 8,1%, 0,2 punti percentuali più basso rispetto al trimestre precedente. Tra le cause, la flessione degli investimenti fissi lordi dello 2,9% e della già segnalata lieve flessione del reddito lordo disponibile. Stazionario, invece, il tasso di investimento delle società non finanziarie, il quale è stato stimato al 22,7%. La quota di profitto delle società non finanziarie, stimata al 43,2%, è diminuita di 1,9 punti percentuali.

I dati sulla pressione fiscale

Stabilità sul fronte della pressione fiscale. Nel rapporto dell’Istat – nel secondo trimestre del 2023 – la pressione fiscale in Italia è stata pari al 42,0%, dunque stazionaria rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Alessandro Raeli

Nato nel '98 nella terra del sole, del mare e del vento. Mi sono laureato in Interpretariato e Comunicazione all'Università Iulm di Milano, dove ho successivamente conseguito la laurea magistrale in Traduzione Specialistica. Appassionato di Formula 1 e dello sport in generale, sogno di diventare giornalista sportivo.