ROMA – Sono migliaia i connazionali bloccati negli Stati del Golfo Persico a seguito degli attacchi iraniani nella regione come rappresaglia ai raid israelo-americani. Per sostenere l’impegno delle ambasciate e dei consolati e far fronte alle migliaia di richieste di assistenza dei cittadini bloccati, la Farnesina ha creato una “Task Force Golfo”. Al centro il rafforzamento del lavoro dell’Unità di Crisi, anche attraverso una riunione del ministro degli Esteri con il personale diplomatico nella mattinata di lunedì 2 marzo. In un post su X, Antonio Tajani ha dichiarato che “riunirà anche la task force commercio estero per informare le nostre imprese su iniziative e possibili conseguenze economiche provocate dalla guerra”.
Minorenni italiani a Dubai: “Trovate rifugio e non uscite”
Secondo Tajani, “al momento non ci sono gravi pericoli per l’incolumità” dei connazionali bloccati nell’area del Golfo Persico, circa 20 mila residenti e un migliaio di turisti solo negli Emirati Arabi. Tuttavia, l’invito è quello di “trovare rifugio nei garage” e di “non affacciarsi, di non andare per strada”.
Ma il pensiero della Farnesina va soprattutto ai 204 studenti italiani bloccati a Dubai. Ragazzi, tra cui alcuni minorenni, coinvolti in questi giorni nel Programma “L’Ambasciatore del futuro”, organizzato da Wsc Italia – World Student Connection Global Leaders. I genitori lamentano carenze nella gestione dell’emergenza: “Sono arrabbiata nera. Il ministro Crosetto è stato fatto rientrare. Loro sono ancora là. Non sono stata nemmeno avvisata dalla Farnesina”, ha dichiarato la madre di una studentessa 17enne.
Anche due squadra italiane di volley negli Emirati
In queste ore, nella città capitale dell’omonimo emirato si trovano anche i giocatori di due squadre di volley italiane, con staff e dirigenza al seguito. La prima è la Cuneo Volley, reduce dalla regular season del campionato di Superlega e impegnata in questi giorni in un torneo internazionale. La seconda è la squadra laziale del Cisterna Volley, impegnata per un match amichevole, su cui il presidente della regione Lazio Francesco Rocca ha dichiarato che giocatori e personale “sono seguiti” dall’unità di crisi e che “l’ambasciata e il consolato stanno facendo un gran lavoro”. Anche la delegazione cuneese si trova in un posto sicuro, ma a poche centinaia di metri da alcune delle zone colpite dagli attacchi missilistici iraniani. “Stiamo bene”, rassicura il presidente Gabriele Costamagna e lo conferma sui social anche lo schiacciatore Ivan Zaytsev: “Qui l’aria è pesante ma stiamo tutti bene” ha scritto.
Rafforzata la sicurezza intorno a “obiettivi sensibili”
Temendo ritorsioni da parte di cellule terroristiche coordinate dall’Iran, in tutta Italia sono state prese misure di sicurezza aggiuntive in via precauzionale intorno agli obiettivi sensibili. Dopo la circolare del Viminale, tra Pisa e Livorno è stato innalzato il livello di allerta con presidi fissi e intensificazione della vigilanza in movimento intorno a luoghi come la sinagoga e la base americana di Camp Darby. Stessa cosa per la base Usaf di Aviano (Pordenone) e a Roma, dove già dalle prime ore successive all’attacco di Israele e Stati Uniti era stata aumentata la sicurezza nei pressi delle sedi di ambasciate e del Ghetto.
Anche il questore della Capitale è attualmente bloccato a Dubai a causa della rappresaglia iraniana. Era negli Emirati Arabi per motivi personali ed è in contatto costante con la questura per seguire l’evoluzione delle dinamiche. Al momento la ripresa dei voli nella zona del Golfo Persico non è prevedibile. L’Easa, l’agenzia europea per la sicurezza dell’aviazione, ha raccomandato ai vettori di “non operare nello spazio aereo interessato a tutti i livelli e le altitudini di volo”.


