TEHERAN – Da Istanbul a Seul, passando per Berlino e Los Angeles, fino a Teheran. In seguito all’attacco congiunto israelo-statunitense, la morte di Ali Khamenei, ex guida della Repubblica Islamica, ha scosso le piazze di tutto il mondo. Le reazioni dei manifestanti scesi in strada per far sentire la propria voce di fronte a un avvenimento di portata globale sono contrastanti. Da un lato, infatti, si festeggia per la morte di un dittatore, un uomo in grado di reprimere nel sangue le proteste dei manifestanti iraniani che chiedevano cambiamenti nel Paese. Dall’altro, i fedeli musulmani piangono e si battono il petto per la morte della guida religiosa e spirituale, assassinata da Usa e Israele, lamentando una violazione del diritto internazionale e l’aggressione a uno stato sovrano.
Tra sogno di libertà e condanna agli Usa, la morte di Khamenei divide le piazze del mondo
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