Lettori, crescono i quotidiani regionali. Ancora trend negativo per i nazionali, giù del 6,7%

Nazionali giù, regionali su, il trend continua. Nel periodo che va dal 17 settembre 2012 al 24 marzo 2013, secondo i dati Audipress, i quotidiani nazionali hanno perso in termini assoluti 1,5 milioni di lettori, un calo del 6,7 % rispetto al periodo precedente. Una tendenza che era già emersa nelle scorse rilevazioni statistiche.

Lettori in aumento per i locali. Molto meglio invece le testate locali, con Il Giornale di Sicilia che ha guadagnato 43 mila lettori (+9,8%), arrivando a 482 mila, Il Messaggero Veneto  (+40 mila, +15%), il Tempo (+29 mila, 14,6%), Il Giornale di Brescia (+26 mila, +6,5%). Non solo: L’Arena (di Verona) ha guadagnato 11 mila lettori (+4,6%),La Sicilia ancora 11 mila lettori (2,1%),La Nuova Sardegna (+5 mila, +1,6%) e La Nuova Ferrara, con nuovi mille lettori e un incremento dell’1,1% rispetto al periodo precedente.

 Crollo delle testate nazionali. Per i quotidiani nazionali, la classifica per lettori giornalieri è ancora una volta confermata, con in testaLa Gazzetta dello Sport,la Repubblica e il Corriere della Sera. Il quotidiano sportivo quindi è ancora il giornale più letto, con 3.743.000 lettori, anche se ne ha persi 503 mila (-11,8%). Anche Repubblica registra un calo di 173 mila lettori (-5,8%), attestandosi a 2.835.000. Ha così incrementato la distanza dal suo rivale, il Corriere della Sera (2.765.000, -199 mila, -6,7%).

A seguire, si trovano il Corriere dello Sport – Stadio, con 1,7 milioni di lettori (-5,4%),La Stampa(1,4 milioni, -17%), QN Il Resto del Carlino (1,2 milioni, – 1,7%), Il Messaggero (1,2 milioni, -3,5%), Tuttosport (968mila, -12,6%), Il Sole 24 Ore (907 mila, – 12,3%), QNLa Nazione(896 mila, -5,6%), Il Giornale ( 621mila, – 1,4%), Il Fatto Quotidiano (453mila, – 5,8%), Avvenire (349 mila, -9,4%), Libero (295mila, -13%), e infine l’Unità (226mila e -19,6%).

Guardando infine alle differenti tipologie dei giornali, i quotidiani economici hanno perso il 10,2 %, i politici l’11% e gli sportivi il 10,3%.