Libano, crisi rientrataHariri torna a Beirute congela le dimissioni

Il premier compare dopo l’esilio a Riad Decisivo l’incontro a Parigi con Macron

La crisi di governo in Libano, iniziata con il misterioso esilio del premier Saad Hariri in Arabia Saudita, si avvia oggi alla conclusione. Rientrato ieri sera a Beirut dopo l’incontro a Parigi con il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro libanese ha congelato le dimissioni presentate nel corso della mattinata.

Decisivo l’invito del presidente della Repubblica Michel Aoun a prendere tempo, e riflettere sulle cause della crisi. Il premier libanese, parlando dal palazzo presidenziale di Baabda, in un discorso trasmesso in diretta dai media libanesi, ha spiegato: “Ho risposto all’auspicio del presidente della Repubblica, che mi ha chiesto di sospendere le dimissioni. Lo faccio nella speranza che si arrivi a un dialogo e che si risolvano i problemi del paese”.

Per 15 lunghi giorni Hariri era scomparso dalla scena politica libanese, confinato in un hotel di Riad. Un soggiorno misterioso, che aveva fatto pensare a molti a un sequestro da parte dei sauditi, smentito però dallo stesso premier in occasione dell’incontro con il presidente francese.

Siria Guerrieri

Dottore di Ricerca, giornalista con la passione per Politica ed Esteri fin dai tempi dell’università. Nel 2010 e nel 2011 è a Washington DC per una borsa post-doc. Dal 2014 al 2016 collabora con la redazione di Rassegna, Rassegna.it e Liberetà, occupandosi di esteri e politiche dell'Unione Europea.