Mosul, un dossier rivela9 mila morti in 9 mesi di guerra per riconquistarla

La cifra nel report di Associated Press L'Isis ha governato la città per 3 anni

Un dato inquietante quello diffuso dai giornalisti dell’Associated Press. Il sangue versato per la liberazione della città irachena di Mosul appartiene a oltre 9 mila persone. Per la precisione, sono morti tra i 9 e gli 11 mila civili in 9 mesi di scontri con l’Isis.

Il simbolo in macerie. Era il 21 giugno 2017. Prima di abbandonare il capoluogo del governatorato di Ninive, gli jihadisti dello Stato Islamico hanno distrutto il simbolo della loro stessa battaglia. Proprio in quel luogo, il 7 luglio 2014, il leader del gruppo terroristico Abu Bakr al-Baghdadi lanciò il suo monito ai musulmani: “Obbeditemi”. A tre anni di distanza, il 9 luglio 2017, il premier Haydar al-‘Abadi ha annunciato che le forze americane e irachene hanno ripreso il controllo di Mosul.

Sangue in numeri. L’inchiesta condotta dall’agenzia di stampa internazionale Associated Press ha rivelato che le forze irachene e della coalizione a guida statunitense, sono responsabili per la morte di 3.200 civili. Il conteggio è realizzato unendo i dati provenienti dal lavoro di becchini, addetti all’obitorio cittadino e da volontari impegnati nel recupero dei cadaveri nelle strade. La causa principale dei decessi è imputabile a bombardamenti, raid aerei e colpi di mortaio. Il bilancio delle vittime riguarda i 9 mesi compresi tra l’ottobre 2016 e l’agosto scorso. Tanto è durata la battaglia per strappare la città irachena al nemico.

Eppure nessuno dei contendenti riconosce questi numeri. Né la coalizione americana, né il governo iracheno, tantomeno l’autoproclamato califfato. La Coalizione ammette che sono 326 le persone morte per mano propria. Ma secondo il dossier di Associated Press, su 10 mila vittime, un terzo sono i morti causati dei loro bombardamenti e un altro terzo le vittime della violenza dell’Isis. Mentre l’analisi giornalistica non ha potuto stabilire di chi sia la responsabilità per la morte di circa 4 mila persone.

Giordano Contu

Studia e vive a Roma. Nato in Sardegna, ma pisano di adozione, ha studiato Filosofia estetica e ha collaborato al quotidiano Il Tirreno. Si interessa di politica e cultura. Cura quotidianamente i social network. È impegnato socialmente e politicamente. Ama i paesaggi, la fotografia e il mare.