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Olimpiadi, l’ucraino Heraskevych sfida il Cio: userà il casco con gli atleti caduti

di Sofia Landi11 Febbraio 2026
11 Febbraio 2026
Lo skeletonista Heraskevych

Lo skeletonista Vladyslav Heraskevych | Foto Ansa

MILANO – “La striscia nera al braccio? No, indosserò il casco”. Lo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych, portabandiera della sua nazionale, non accetta compromessi e si ribella al Comitato olimpico internazionale che gli ha vietato di utilizzare la protezione con i volti degli atleti connazionali morti in guerra. Una decisione, quella del Comitato olimpico internazionale (Cio), fondata sulla Regola 50 della Carta Olimpica, che proibisce espressioni politiche e di propaganda durante le competizioni ufficiali. Sul caso – ormai internazionale – è sceso in campo anche il leader ucraino Volodymyr Zelensky.  “Quel casco reca i ritratti dei nostri atleti uccisi dalla Russia”, ha scritto su X per sottolineare la finalità celebrativa dello sportivo. 

Heraskevych: “Continueremo a lottare per il diritto di gareggiare con questo casco”

“Una decisione straziante” che, però, non impedirà al corridore di skeleton di continuare a lottare per gareggiare con il tributo agli atleti caduti in guerra. “Il casco non viola la regola 50 più di quanto lo facciano altri segni utilizzati da altri atleti”, ha affermato, “la decisione del Cio su questo tema è una sorta di circo”. Il riferimento è allo snowboarder italiano Roland Fischnaller, il cui casco è pieno di bandiere, tra cui quella russa. “Capisco l’idea che c’è dietro, ma onestamente questa è una chiara violazione delle regole olimpiche”, ha commentato Heraskevych, “Eppure non è stato sanzionato”. 

Il caso Fischnaller: i motivi della disparità di trattamento

Lo snowboarder italiano è ormai alla sua settima Olimpiade consecutiva e la scelta di gareggiare con un caso ricco di bandiere rappresenta un omaggio alla sua carriera e a tutti i Paesi visitati durante i Giochi. C’è la bandiera degli Stati Uniti per Salt Lake City 2002, quella dell’Italia per Torino 2006 e per i Giochi attuali, la canadese per Vancouver 2010, la sudcoreana per Pyeongchang 2018, la cinese per Pechino 2022 e quella della Russia per Sochi dove si sono tenute le Olimpiadi Invernali del 2014. In poche parole: il suo non sarebbe un gesto politico, né una provocazione filo russa. Semplicemente una celebrazione artistica personale. Ecco perché il Cio non ha preso provvedimenti. 

Le reazioni dell’amministrazione di Kiev

A difesa dell’atleta hanno preso posizione diversi esponenti del governo di Kiev. Tra questi, la prima ministra Yulia Svyrydenko che, sulla stessa scia di Zelensky, ha definito il divieto del Cio come una scelta “profondamente sbagliata”. “Il casco”, ha scritto su X, “commemora alcuni dei nostri caduti e ricordare i morti non è politica, ma dignità”. Intervenuto come ospite a Sky Tg24, anche il ministro dello Sport Matvii Bidnyi ha ribadito che “il Comitato olimpico sbaglia e che il caso non rappresenta una presa di posizione politica”. 

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