ROMA – Secondo quanto emerge dall’ultimo aggiornamento del Rapporto della Ragioneria dello Stato su “Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario del 2025”, i requisiti anagrafici e contributivi per il pensionamento potrebbero subire del 2029 un incremento di ulteriori 3 mesi.
Il rischio dei tre mesi in più dal 2029
Dalle tabelle pubblicate dal Rapporto risulta che i requisiti anagrafici stimati sulla base dello scenario demografico Istat mediano per accedere alla pensione di vecchiaia, salirebbero così per il biennio 2029-30 a 67 anni e 6 mesi e quelli per il pensionamento anticipato a 43 anni e 4 mesi (1 anno in meno per le donne).
Dibattito aperto anche per il 2027
Il tema si inserisce nel più ampio meccanismo di adeguamento dei requisiti alla speranza di vita, che torna ciclicamente al centro del confronto politico quando si avvicinano gli “scalini” previsti. In questa cornice, l’attenzione resta alta già sul 2027, indicato come snodo potenzialmente sensibile per un possibile incremento, con valutazioni sull’ipotesi di sterilizzare o sospendere l’adeguamento almeno per alcune platee.


