ROMA – È iniziata intorno alle 11.30 l’udienza davanti al Tribunale federale nazionale, presieduto da Carlo Sica, che vede protagonista il presidente dell’Aia, Antonio Zappi. Al centro del procedimento le contestazioni della Procura Figc, che ha deferito Zappi insieme a Emanuele Marchesi, componente del Comitato Nazionale, per le presunte pressioni sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D. Secondo l’accusa, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi sarebbero stati indotti alle dimissioni per favorire l’ingresso di Daniele Orsato e Stefano Braschi.
Il rischio di decadenza
La posizione del numero uno degli arbitri è delicata. Zappi, già ascoltato dal procuratore Giuseppe Chinè nel corso delle indagini, ha alle spalle due squalifiche per un totale di dieci mesi: un’eventuale nuova inibizione, superiore ai due mesi, comporterebbe la decadenza automatica dall’incarico. Respinto il patteggiamento proposto dal presidente, giudicato incongruo dalla Procura, cresce l’attesa per l’entità della richiesta sanzionatoria. Zappi, però, si dice fiducioso in un’assoluzione.
Gli scenari
In caso di decadenza, l’Aia potrebbe essere guidata dal vicepresidente vicario Francesco Massini con elezioni entro 90 giorni, oppure – ipotesi ritenuta più probabile – la Figc potrebbe optare per il commissariamento, tema che sarà valutato nel prossimo Consiglio federale.


