ROMA – Il rientro degli italiani bloccati in Medio-Oriente continua a essere una priorità del governo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato, nella mattinata di oggi 3 marzo, che i 200 studenti bloccati a Dubai sono in partenza da Abu Dhabi. I giovani, in larga parte minorenni, della World Students’s Connection dallo scalo emirato raggiungeranno l’aeroporto di Milano Linate. Sul volo saranno presenti anche alcuni cittadini italiani che si trovano in particolari condizioni di salute. Intanto altri italiani potrebbero invece riuscire a partire sui voli commerciali – quattro voli in partenza e cinque in arrivo – che le compagnie aeree Etihad Airways, Emirates e FlyDubai, hanno sbloccato.
I voli di rientro in programma oggi 3 marzo
Non si tratta dell’unico vettore che partirà dal Medio-Oriente alla volta del nostro Paese. Come riportato in una nota diffusa dalla Farnesina, per la giornata odierna sono previsti due voli commerciali speciali da Mascate (Oman) verso Roma Fiumicino, per un totale di circa 300 persone. Nel pomeriggio invece, sempre da Abu Dhabi, partiranno altri due voli per l’Italia: uno alle ore 14,20 per Milano e l’altro alle ore 14:40 per Roma. I voli, come riportato dalla Farnesina, “sono destinati a proteggere i passeggeri che non erano potuti partire prima con la compagnia”. Per la giornata di domani 4 marzo, è stato programmato un altro volo da Mascate. Per gli italiani che dagli Emirati Arabi Uniti dovranno raggiungere l’Oman, è stato istituito un trasferimento via autobus.
Già atterrati a Fiumicino 127 italiani provenienti da Dubai
Nella serata di ieri 2 marzo, con un volo charter, sono rientrati in Italia nello scalo di Roma Fiumicino i primi 127 connazionali bloccati in Medio-Oriente. Tra loro, anche la moglie e i figli del ministro della Difesa Guido Crosetto. Tra lacrime e abbracci, i cittadini italiani sono stati accolti al Terminal 3 dell’aeroporto della Capitale dai propri cari. Alcuni di loro hanno rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti: “Siamo spaventati, abbiamo avuto paura di morire. Ora siamo contenti di essere tornati in una terra di pace”. Altri, ai microfoni del Corriere della Sera, non hanno risparmiato critiche alle istituzioni. “Il ritorno è stata una vera odissea. 500 euro per pagarci la fuga da Dubai e altri 1600 di biglietto aereo. Uno scandalo che l’Unità di crisi non ci abbia risposto. Siamo stati lasciati soli”. Mentre per altri, il ruolo dell’ambasciata è stato fondamentale per il rientro in Italia.


