Coronavirus, la Figc chiede al governo l'autorizzazioneper giocare a porte chiuse

Il Cio rassicura sulle Olimpiadi 2020 "I preparativi continuano ugualmente"

La Federcalcio chiederà al governo se si possono disputare a porte chiuse le partite di calcio nelle regioni sottoposte al blocco delle manifestazioni sportive, fino al 1° marzo. È questa l’indicazione che viene dal Consiglio federale in corso a Roma. Interessata anche Inter-Ludogorets di Europa League, in programma giovedì. Quanto a Juve-Inter, big match della prossima giornata, è stato escluso il rinvio a lunedì.

L’’iniziativa di convocare l’assemblea è stata assunta ieri dal presidente della Figc, Gabriele Gravina dopo che il Consiglio federale aveva deciso di rimandare 4 partite di Serie A (Inter-Sampdoria, Verona-Cagliari, Torino-Parma e Atalanta-Sassuolo).

“Prima viene quello che decidono i governi, i governatori delle regioni e i sindaci, a noi non resta altro che adeguarci”. Così il presidente di Assoallenatori, Renzo Ulivieri, entrando nella sede della Figc prima del Consiglio. “Quello che posso pensare o decidere io non conta nulla – ha continuato Ulivieri -. Io mi intendo di tattiche, per quanto riguarda la salute bisogna affidarsi ai medici, agli esperti e alle autorità”. La Federugby, intanto, ha deciso il rinvio di tutte le partite in programma nel prossimo weekend.

Nessun rinvio previsto invece per le Olimpiadi della prossima estate. “I preparativi di Tokyo 2020 continuano come previsto”. Questa la posizione del Comitato olimpico internazionale sui Giochi che si apriranno il prossimo 27 luglio che è stata diffusa questa mattina.

“Le contromisure contro le malattie infettive – specificano i dirigenti del Comitato – costituiscono una parte importante dei piani di Tokyo 2020 per ospitare una manifestazione sicura e protetta”. Il Cio ha comunque assicurato la massima collaborazione con le autorità “che monitorano attentamente l’incidenza di malattie infettive e rivedrà le contromisure che potrebbero essere necessarie con tutte le organizzazioni pertinenti. Giappone e Cina – concludono i vertici dell’organizzazione – prenderanno tutte le misure necessarie per affrontare la situazione”.

Matteo Petri

Giovane studente appassionato di giornalismo, filosofia e musica. Nato nella provincia toscana di Lucca nel 1995, diplomato allo scientifico e laureato in filosofia a Pisa nel 2017. Compulsivamente curioso di natura, assillatore di domande professionista. Vespista, nonché bassista nel tempo libero.