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HomePolitica Scuola, stretta di Meloni: “Tetto a stranieri e no al velo”. L’ira dei presidi

Scuola, stretta di Meloni
"Tetto agli stranieri
e no a burqa e niqab"

L'ira dei presidi: "Inapplicabile"

Schlein: "È solo propaganda"

di Sofia Silveri21 Settembre 2026
21 Settembre 2026
scuola meloni

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Fenix, il tempo del coraggio, festa delle giovanili di Fratelli d'Italia. Roma, 20 settembre 2026 | Foto Ansa

ROMA – Un tetto del 30% per gli studenti stranieri nelle classi e divieto di burqa e niqab nelle scuole. La premier Giorgia Meloni sceglie la cornice di Fenix – festa di Gioventù nazionale – per annunciare il nuovo provvedimento che scatena non poche polemiche. “Non esiste che in una classe a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza”, attacca la presidente del Consiglio acclamata dalla platea dei ragazzi di Fratelli d’Italia. 

Obbligo di italiano per i genitori

Altro punto cruciale del testo è l’obbligo di imparare l’italiano per i genitori degli studenti stranieri che presentano gravi difficoltà di inserimento. La scarsa conoscenza della lingua da parte della famiglia, infatti, viene considerata un ostacolo al percorso scolastico del figlio. L’obiettivo, quindi, è fare in modo che la scuola non sia l’unico luogo nel quale il minore entra in contatto con l’idioma.

Schlein: “È solo propaganda”

Se il popolo di Meloni è d’accordo con le misure, di diverso avviso sono i presidi delle scuole e l’opposizione. Secondo la segretaria del Partito democratico Elly Schlein si tratta dell’ennesima mossa di propaganda in vista delle politiche. Inoltre, la leader del Nazareno crede fermamente che Meloni “stia rincorrendo la remigrazione di Vannacci”. Le fa eco Angelo Bonelli, leader di Alleanza verdi e sinistra: “È un inseguimento alla destra neofascista di Afd e Futuro nazionale”. Il divieto del velo, infatti, era tra gli impegni di una risoluzione del partito dell’ex generale approvata dalla Commissione cultura della Camera. E, secondo i più, il provvedimento sarebbe solo una strategia di FdI per riportare a sé i consensi “rubati” da Vannacci dalla fondazione di Fn.

L’ira dei presidi: “Inapplicabile”

Gli addetti ai lavori, invece, pensano all’attuazione dell’eventuale norma. “È difficile – spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi – trovare una soluzione tecnica”. Gli istituti solitamente prendono le iscrizioni dei ragazzi del quartiere e “se in quella zona è maggioritaria la presenza di stranieri, che facciamo?”, chiude Giannelli. 

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