ROMA – “È stato tutto così improvviso, inaspettato. Sono felice e ringrazio l’Italia. Ora posso fumare una sigaretta?”. Sono le prime parole del cooperante Alberto Trentini, liberato dopo 423 giorni di detenzione nel carcere di massima sicurezza Rodeo a Caracas, in Venezuela. Insieme a lui, è stato rilasciato anche l’imprenditore torinese Mario Burlò. “Ci hanno trattato bene, non ci hanno torturato”, hanno assicurato prima di raggiungere l’ambasciata italiana dove hanno potuto chiamare i loro familiari. Il ministro degli esteri Antonio Tajani, in un punto stampa alla Farnesina, ha annunciato che l’aereo con a bordo Trentini e Burlò rientrerà in Italia tra stanotte e domani, 13 gennaio.
L’annuncio della scarcerazione
L’annuncio della liberazione di Trentini e Burlò è arrivato alle 5 di questa mattina, 12 gennaio, da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Ho parlato con i nostri due connazionali che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia”, ha scritto in un post su X. Il titolare della Farnesina ha anche precisato come il rilascio dei due italiani sia “un grande lavoro della nostra diplomazia” ma anche “un successo del governo che ha saputo interloquire e cogliere il cambiamento che c’è stato in Venezuela”.
Meloni: “Gioia e soddisfazione”. Tajani: “Innalzare relazioni con Caracas”
Ad accogliere “con gioia e soddisfazione” la notizia del rientro a casa di Trentini e Burlò è stata la premier Giorgia Meloni, che ha ringraziato le autorità di Caracas e la presidente venezuelana ad interim Delcy Rodriguez “per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni”. Un ringraziamento della presidente del Consiglio è andato anche “alle istituzioni e alle persone che in Italia hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato”. Dopo la liberazione di Trentini e Burlò “noi dobbiamo lavorare per cambio di passo nei rapporti con il Venezuela e per questo, in accordo con la premier Meloni – spiega il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel punto stampa alla Farnesina – abbiamo intenzione di alzare il livello di rappresentanza, finora con l’incaricato d’affari, al rango di ambasciatore”. Un Paese, il Venezuela, definito molto importante da Tajani, anche per la “presenza importante dell’Eni che era anche al vertice della Casa Bianca, contiamo di continuare a essere protagonisti in quell’area”.
La famiglia: “La detenzione di Alberto è una ferita difficilmente guaribile”
Felicità e commozione da parte della famiglia di Trentini, che tramite l’avvocato Alessandra Ballerini ha ringraziato le istituzioni per il lavoro svolto. “Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione” dopo mesi di prigionia “che hanno lasciato ad Alberto e a noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili. Adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci, vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza”. A contattare Armanda Colusso, la madre di Trentini, è stato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha condiviso l’attesa, la sofferenza e ora la felicità della famiglia per il ritorno a casa del cooperante.
Il futuro incontro Trump-Rodriguez, il Papa vede Corina Machado
Il rilascio dei detenuti da parte delle autorità di Caracas è stato il passo successivo alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro nell’operazione organizzata dagli Stati Uniti il 2 e 3 gennaio scorsi. Il presidente americano Donald Trump ha detto di “collaborare molto bene con il governo ad interim” in Venezuela e di essere disposto a incontrare la nuova presidente Delcy Rodriguez. Il tycoon dovrebbe vedere il 13 o il 14 gennaio prossimi la leader dell’opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace Maria Corina Machado, già ricevuta questa mattina da Papa Leone XIV. Sull’ipotesi della grazia a Maduro, invece, il parere del presidente Usa è chiaro: “Non è uno scenario possibile”.


