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HomePolitica Caso Open Arms, Salvini assolto. Solidarietà dai Patrioti. Ora il leader punta al Viminale

Caso Open Arms
definitiva l'assoluzione
per Matteo Salvini

Si riapre il dossier Viminale

"Potrei tornare, ma dopo il 2027"

di Roberto Abela18 Dicembre 2025
18 Dicembre 2025

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini | Foto Ansa

ROMA – Dopo la conferma in Cassazione dell’assoluzione definitiva per il vicepremier Matteo Salvini sul caso Open Arms, le ripercussioni politiche del proscioglimento si sono fatte subito sentire.

La solidarietà dei conservatori europei

Mentre il Governo esulta, il vicepremier e ministro dei trasporti italiano incassa la solidarietà degli ultra-conservatori europei. Già ieri 17 dicembre il segretario del Carroccio aveva ricevuto gli applausi dei leader della famiglia europea della Lega. Durante la sua partecipazione in video collegamento al vertice di Bruxelles dei Patriots for Europe, infatti, sono arrivati i complimenti del premier ungherese Viktor Orbán, del ceco Andrej Babiš, della deputata francese Marine Le Pen e dell’olandese Geert Wilders.

L’esultanza sui social

In serata poi, poco dopo le 18:20, quando la Cassazione ha confermato l’assoluzione per l’allora ministro dell’Interno accusato di sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio per aver impedito nell’agosto del 2019 lo sbarco a Lampedusa della nave Open Arms con a bordo 147 naufraghi – Salvini ha esultato postando su X la sua foto sorridente e il pugno destro alzato, accompagnati dalla didascalia “difendere i confini non è reato”.

Il “dossier Viminale”

L’epilogo della vicenda giudiziaria fa riaprire anche lo scottante dossier Viminale, con il leader leghista che è tornato sulla questione nella mattinata di giovedì 18 dicembre ai microfoni di Rtl 102.5: “Se gli italiani ci risceglieranno nel 2027, sicuramente occuparmi di ordine pubblico, lotta alla mafia, gli spacciatori di droga, i trafficanti di esseri umani è qualcosa che ho fatto con discreti risultati da ministro dell’Interno e potrei tornare assolutamente a fare. Voglio finire bene il lavoro che ho cominciato” al ministero dei Trasporti, “un ministero fondamentale come quello dei lavori pubblici”, ha chiarito.

Già prima di entrare in aula, l’avvocato del vicepremier Giulia Bongiorno aveva commentato il ricorso ‘per saltum’ – cioè saltando il giudizio d’appello e impugnando una sentenza di primo grado direttamente in Cassazione – chiesto dalla Procura di Palermo, definendolo “totalmente infondato” e talmente “generico che contesta a raffica qualsiasi violazione di legge”.

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