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Il Tar boccia il ricorso sul referendum giustizia: “Nessuno stop al voto del 22 e 23 marzo”

di Enza Savarese14 Gennaio 2026
14 Gennaio 2026
nordio

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante il voto di sfiducia alla Camera nei suoi confronti per il caso Almasri | Foto Ansa

ROMA – “Nessuna sospensione cautelare urgente della deliberazione del Consiglio dei Ministri che ha fissato al 22 e 23 marzo le date per il voto del referendum”. Il Tar del Lazio rigetta il ricorso al referendum giustizia. Lo aveva avanzato il comitato del no che aveva accusato il governo di non seguire le tempistiche costituzionali. “La data deve essere fissata al termine dei 90 giorni concessi ai cittadini per raccogliere le firme”, dichiaravano da giorni. Accuse che i promotori del sì avevano contestato con un controricorso. È a loro che il Tar dà ragione. 

La firma del presidente Mattarella, poi i ricorsi

La guerra dei ricorsi era scoppiata dopo la firma del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al decreto che fissa le date per il referendum sulla giustizia. Una prassi, quella della firma del Capo dello Stato, così come sono prassi i ricorsi. Lo stesso iter avvenne durante il referendum di Renzi nel 2017 senza avere alcuna conseguenza. Per questo il governo non sembra essere preoccupato, così come confermato dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha predetto il rigetto del Tar. “Non temo i ricorsi. Non credo proprio che verranno accolti”, aveva dichiarato il guardasigilli, che continua a difendere la necessità di una separazione delle carriere. “Il magistrato impreparato e inadeguato non va colpito nel portafoglio ma nella carriera e semmai deve essere destituito”, ha detto dalla Camera.

Le campagne per il “sì” e il “no”

Intanto i partiti organizzano le campagne in vista del voto in primavera. Ad essere già operativi sono i pentastellati. Sul sito del Movimento 5 Stelle è possibile scaricare un “kit per votare no”, con le motivazioni che criticano punto per punto il ddl Nordio. Il Pd e Avs sono ancora in fase organizzativa, lo stesso vale per il centrodestra dove Forza Italia si sta organizzando per eventi di partito a favore del sì. 

Non solo referendum, scintille tra Lega e Fdl

La campagna referendaria e le iniziative non sembrano però suscitare apprensione nella maggioranza. La destra ha infatti gli occhi puntati sulla nuova legge elettorale.  Una nota dolente che provoca scontri nella maggioranza, soprattutto tra Fratelli d’Italia e Lega. Il Carroccio infatti non sembra convinto a modificare le regole di voto così tanto cara alla premier Meloni.

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