SYDNEY – Nella giornata di ieri 22 gennaio, l’Australia si è fermata in ricordo delle 15 vittime dell’attacco terroristico consumatosi lo scorso 14 dicembre sulla spiaggia di Bondi, a Sydney. Si è trattato dell’atto di terrorismo più cruento della storia del Paese.
Bandiere a mezz’asta e monumenti illuminati per tutta la notte hanno tenuto viva la memoria delle vittime. Alle 19 – l’orario della strage – l’intera nazione ha poi osservato un minuto di silenzio. “Abbiamo perso quindici persone meravigliose. È necessario che le loro vite siano ricordate”, ha affermato il premier del New South Wales Chris Minns. “È un’opportunità di fermarci e di riflettere sulla gravità di ciò che è avvenuto”, ha aggiunto. Un minuto di raccoglimento è stato osservato anche durante gli Australian Open. Il premier ha poi ammesso che il governo dello Stato ha mancato nel suo obbligo numero uno, “quello di proteggere i suoi cittadini”.
Minns ha poi lanciato un monito: “Quando vedete razzismo nella vostra comunità, dovete denunciarlo. Se vi sono predicatori di odio nel vostro quartiere, che avvelenano le menti dei più giovani, allora lo dobbiamo affrontare”.








