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HomeEconomia Gap di genere, per l’Inps le donne guadagnano il 25,7% in meno degli uomini

Il Rendiconto di genere Inps
"Guadagni medi per le donne
del 25,7% più bassi nel 2024"

Oltre il 42% di gap nell'immobiliare

Disparità anche nella formazione

di Roberto Abela25 Febbraio 2026
25 Febbraio 2026

Foto Pixabay

ROMA – Poco più di 82 euro contro 111. Basta questo dato a fotografare il gap di retribuzione giornaliera media lorda tra donne e uomini nel settore privato registrato dall’Inps nel 2024. Una differenza del 25,73%, come si legge nel Rendiconto di genere presentato oggi dal Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inps. Il settore con il divario più ampio nelle retribuzioni è quello immobiliare: gli stipendi delle lavoratrici sono inferiori rispetto a quelli dei colleghi maschi del 40,2%, ammontano in media a 80,4 euro lordi giornalieri contro i 134,3 degli uomini.

Lo studio del Censis: stipendi insoddisfacenti per il 57% degli italiani

Il tema degli stipendi è al centro anche di uno studio del Censis secondo il quale il 57,7% dei lavoratori e delle lavoratrici ritiene la propria retribuzione non adeguata al lavoro che svolge. Dal sondaggio emerge la necessità di una maggiore conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro con il 71,3% degli intervistati che ritiene ci siano le condizioni tecnologiche ed economiche per tagliare il tempo dedicato al lavoro, con smart working e la settimana corta di quattro giorni.

Perché le donne guadagnano meno?

Tornando al rapporto dell’Inps, il fatto che la retribuzione delle donne sia mediamente più bassa di quella degli uomini viene imputato a vari fattori, tra i quali il maggiore utilizzo del part time, inquadramenti più bassi, la maggiore presenza in settori dove i salari sono più bassi come il commercio il minor ricorso agli straordinari. Tuttavia questo non spiega le dinamiche sociali che portano a un gap così significativo, come il carico del lavoro di cura familiare e il suo impatto negativo sulla progressione professionale. 

Un gap significativo anche nell’occupazione

Una disparità tra uomini e donne si registra anche nel tasso di occupazione pari a 17,8 punti percentuali. Nonostante nello stesso periodo siano state la maggioranza dei laureati in Italia (il 59,9%, dati Almalaura), le donne hanno avuto una percentuale di occupazione a tre anni dalla laurea più bassa degli uomini. Ma l’istruzione resta determinante. Il rendiconto di genere dell’ente di previdenza mostra che le donne restano indietro nelle discipline Stem. Ma sono le stesse che, grazie a un titolo accademico in questo campo, hanno trovato lavoro entro tre anni dal conseguimento.

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