SANREMO — “Questo premio lo dedico alla mia città: Napoli”. Con un successo inaspettato alla vigilia della kermesse Sal Da Vinci si aggiudica la 76esima edizione del Festival di Sanremo. Il cantante napoletano, serata dopo serata, è riuscito infatti a rovesciare la percezione generale che non lo consacrava tra i favoriti. La sua Per sempre sì ha fatto ballare tutto il Teatro Ariston e anche le sale stampa. “Io non capisco niente, questo premio lo voglio condividere con la mia famiglia che mi ha aiutato tanto” ha poi aggiunto commosso il nuovo vincitore del Festival. Secondo posto per la new entry Sayf con l’acclamatissima Tu mi piaci. Bronzo invece per Ditonellapiaga e la sua Che fastidio!.
Per sempre sì e il suo significato
Il brano vincitore Per sempre sì racconta di un re che promette alla sua regina un grande ed eterno amore. La discesa dalle scale dell’Ariston di Sal Da Vinci è sempre stata accompagnata dall’eco della sua hit Rossetto e caffè, intonata da un pubblico calorosissimo. Dimostrazione di affetto e stima nei confronti di un artista genuino che si è commosso mentre riceveva il premio più ambito dai cantanti italiani. Il brano si rifà alla tradizione dell’artista napoletano, con sonorità neomelodiche che incontrano una produzione pop ma con un pizzico di funk.
I premi dalle sale stampa, miglior testo e miglior componimento
Il premio della Stampa Mia Martini se lo aggiudica Fulminacci con Stupida sfortuna. Esultanze per Serena Brancale, che vince il premio Lucio Dalla della Sala Stampa Radio, Tv e Web con la sua Qui con me nonostante il nono piazzamento in classifica generale. Male necessario di Fedez e Masini viene giudicato il miglior testo e vince il premio Sergio Baldotti. Mentre Ditonellapiaga conquista il premio per il miglior componimento musicale con Che fastidio!.
I fischi dell’Ariston e la delusione per Serena Brancale
I fischi invadono l’atmosfera del Teatro Ariston già durante la lettura della classifica provvisoria. Il dito è puntato sulla nona posizione, con un epilogo ritenuto ingiusto dal pubblico e dalla sala stampa Lucio Dalla soprattutto per Serena Brancale.
I momenti clou della finale
Un inizio della finalissima del Festival segnato dagli ultimissimi avvenimenti in Iran, dove la Guida suprema della Repubblica islamica Ali Khamenei è stato ucciso – come confermato dalla tv di Stato iraniana e dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo social Truth – durante l’attacco israelo-americano avviato la mattina di sabato 28 febbraio. “È una storia complessa che si porta dentro una grande contraddizione. Da una parte vorremmo il popolo iraniano libero da oppressione e sofferenze, dall’altra si sta aprendo un conflitto di cui non conosciamo l’esito”, le parole della giornalista del Tg1 Giorgia Cardinaletti. Segue il messaggio di pace lanciato dal direttore artistico insieme alle due co-conduttrici e dedicato a tutti i bambini vittime dei conflitti: “hanno il diritto di vivere in pace, di dormire per sognare e non sognare di dormire”, riflette Laura Pausini.

A lasciare tutti a bocca aperta poi è l’arrivo a cavallo del super ospite della finale Andrea Bocelli. Ma, al contrario di quanto detto, non è la prima volta. Successe già nel 2011, con un Roberto Benigni che si presentò in sella per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Al tenore viene anche conferito il premio Città di Sanremo e poi ironizza ricordando il primo posto conquistato nel 1994: “Ho vinto nelle Nuove Proposte tanti anni fa, ora potrei vincere solo nelle Vecchie Proposte”. A introdurre l’esibizione del brano vincente Il mare calmo della sera è la voce di Pippo Baudo. Un ulteriore omaggio allo storico presentatore scomparso il 16 agosto 2025.

“Se non cambiano noi, cambieranno solo le vittime”. Con il suo ingresso, Gino Cecchettin riporta l’attenzione sul tema dei femminicidi. Dietro di lui, sullo schermo vengono proiettati i nomi e i cognomi delle 301 donne uccise dal 2023. Tra queste anche Giulia, sua figlia. La violenza “inizia molto prima di quello che pensiamo, quando non educhiamo al rispetto, nel silenzio facciamo passare le battute sessiste. Dobbiamo educare al rispetto, ad accettare il rifiuto: non bisogna avere paura della libertà di una donna, un no è un no”, l’appello di Cecchettin.

A metà serata poi l’attesissimo annuncio: il passaggio del testimone da parte dell’attuale direttore artistico. Un’investitura inedita, avvenuta in diretta televisiva per la prima volta nella storia del Festival. Il nome del successore è sempre stato un tema chiacchierato nei giorni e nei mesi successivi alla kermesse. Ma non questa volta. Sarà infatti Stefano De Martino ad avere in mano le redini del Festival di Sanremo del 2027. Carlo Conti cede il comando volentieri e scherza: “Sono un anziano”. E così si chiude la 76esima edizione del Festival di Sanremo e si apre una nuova porta per lo showman che, visibilmente emozionato, pensa già a “pedalare”.
La classifica finale della 76esima edizione del Festival di Sanremo
1 – SAL DA VINCI con “Per sempre sì”
2 – SAYF con “Tu mi piaci tanto”
3 – DITONELLAPIAGA con “Che fastidio!”
4 – ARISA con “Magica favola”
5 – FEDEZ E MASINI con “Male necessario”
6 – NAYT con “Prima che”
7 – FULMINACCI con “Stupida fortuna”
8 – ERMAL META con “Stella stellina”
9 – SERENA BRANCALE con “Qui con me”
10 – TOMMASO PARADISO con “I romantici”
11 – LDA & AKA 7EVEN con “Poesie clandestine”
12 – LUCHÈ con “Labirinto”
13 – BAMBOLE DI PEZZA con “Resta con me”
14 – LEVANTE con “Sei tu”
15 – J-AX con “Italia starter pack”
16 – TREDICI PIETRO con “Uomo che cade”
17 – SAMURAI JAY con “Ossessione”
18 – RAF con “Ora e per sempre”
19 – MALIKA AYANE con “Animali notturni”
20 – ENRICO NIGIOTTI con “Ogni volta che non so volare”
21 – MARIA ANTONIETTA & COLOMBRE con “La felicità e basta”
22 – MICHELE BRAVI con “Prima o poi”
23 – FRANCESCO RENGA con “Il meglio di me”
24 – PATTY PRAVO con “Opera”
25 – CHIELLO con “Ti penso sempre”
26 – ELETTRA LAMBORGHINI con “Voilà”
27 – DARGEN D’AMICO con “AI AI”
28 – LEO GASSMANN con “Naturale”
29 – MARA SATTEI con “Le cose che non sai di me”
30 – EDDIE BROCK con “Avvoltoi”


