NEWS ANSA

Sito aggiornato alle 18:05 del 27 marzo 2026

HomeCronaca Quelle ombre sulle nocciole turche

Le ombre sulle nocciole
turche di Ferrero
Tra sfruttamento e non detti

L'inchiesta di Segal sul New York Times

L'azienda: Condizioni sicure e dignitose

di Giacomo Basile24 Marzo 2026
24 Marzo 2026
Nocciole

Delle avellane turche | Foto Pixabay

Dici nocciola e la mente corre subito ai grandi classici dell’industria dolciaria. La Nutella Ferrero, le barrette prodotte da Nestlé, quel gusto denso e familiare così presente nelle nostre vite. Eppure, a prescindere dalla latitudine a cui questo frutto prospera, pochi consumatori conoscono le ombre che sembrano accomunare le diverse filiere corilicole sparse per il mondo. La leadership del settore spetta indubbiamente alla Turchia, che da sola fornisce circa il 60-70% della produzione a livello mondiale, nonostante gli effetti del cambiamento climatico stiano mettendo a dura prova l’intero comparto. Ed è proprio nel Paese dei bazar che nel 2019 David Segal sul New York Times ha documentato un quadro preoccupante. 

La tragedia dei rifugiati siriani

Protagonista del reportage è Shakar Rudani, solo uno delle migliaia di rifugiati siriani impiegati nella regione turca del Mar Nero. L’uomo, arrivato sul posto sperando di guadagnare qualche a dollaro per sostenere sé e la famiglia, descrive un lavoro rischioso su un terreno costellato di pendii ripidi, lungo cui i trasportatori portano sulle spalle sacchi di circa 50 chili fino ai camion, faticando anche per 12 ore di fila. La paga? Dieci dollari al giorno, la metà promessa dagli intermediari delle aziende agricole, conosciuti come dayibasi. Tra le vulnerabilità dei siriani impiegati come lavoratori stagionali, sottolinea Segal, c’è la mancanza di permessi di lavoro, e quindi di qualsiasi tutela legale. A questo si aggiunge un’altra lacuna: il codice del lavoro turco non si applica, almeno per alcuni parametri di sicurezza, alle società con meno di 50 dipendenti. Il peso del controllo su queste colture ricade così sulle grandi industrie dolciarie. Il monitoraggio completo della coltivazione di nocciole in Turchia è un obiettivo complesso e Ferrero afferma di supervisionare un processo volto a proibire il lavoro minorile e stabilire standard salariali e di sicurezza.

La posizione di Ferrero

Interpellata dal New York Times sull’argomento, la multinazionale italiana si è detta “impegnata a garantire ai propri lavoratori condizioni sicure e dignitose” e ha assicurato “di chiedere ai nostri agricoltori indipendenti di fare lo stesso”. Tuttavia, Richa Mittal, direttrice della ricerca per Fair Labor Association, ha evidenziato come Ferrero non rivela dove e come acquista le nocciole. Inoltre, una portavoce di Giz, agenzia di sviluppo tedesca partner della multinazionale, ha definito impossibile il monitoraggio dei lavoratori stagionali sul territorio, perché Ferrero non condivide informazioni, a causa di “restrizioni previste dalle leggi nazionali sulla privacy”.

Le ombre su Nestlé

Più attenta alla trasparenza Nestlé, la cui filiera è monitorata dalla Fair Labor Association grazie a un programma triennale sostenuto dal Dipartimento del Lavoro USA. Sforzi apprezzabili, ma con risultati modesti. Oltre il 72% dei lavoratori coinvolti, infatti, ha dichiarato di avere denaro solo per sopravvivere, mentre il 99% ha affermato di lavorare sette giorni su sette, senza soluzione di continuità. In seguito alla rilevazione, Nestlé ha rifiutato di commentare l’articolo del NY Times.

Ti potrebbe interessare