DUBLINO – “Chi vince questa sfida vince tutto”. Queste le parole del presidente americano, Donald Trump in risposta alle richieste arrivate dalla Silincon Valley di rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. L’allarme arriva direttamente dai vertici di OpenAI, Anthropic e da Elon Musk, coloro che hanno costruito i modelli più avanzati e alimentato una competizione feroce. Ma adesso tutti, con accenti diversi, mettono in guardia il mondo sui pericoli che questa tecnologia può provocare. Dario Amodei, fondatore di Anthropic, ha lanciato l’allarme più spaventoso: “Entro 6-12 mesi, agenti di Ai più potenti potrebbero arrivare a impadronirsi di internet”.
Ma Donald Trump teme che rallentare significhi perdere quel vantaggio sulla Cina che gli Stati Uniti sembrano mantenere. Il presidente Usa, va detto, non esclude dei “guardrail”, delle piccole limitazioni, ma considera esagerati gli allarmi. “Ci sono molte forze negative che sollevano problemi che non si verificheranno”, ha detto dall’Irish Open di golf a Doonbeg, in Irlanda.
In effetti il governo di Pechino non accenna a rallentare. Al vertice dei Brics di New Delhi, il presidente cinese, Xi Jinping ha proposto la creazione di “una zona di intelligenza artificiale open source” tra gli 11 Paesi del gruppo, per sviluppare modelli sempre più all’avanguardia. Anche per questo, Trump ha annunciato per il prossimo 24 settembre, a Washington, un incontro con l’omologo cinese, in cui si parlerà anche di intelligenza artificiale. Ma Pechino non lo ha ancora confermato.
Nemmeno Amodei vuole che un rallentamento consegni alla Cina il primato su questa tecnologia. Nel post “We Must Pace the Frontier”, il presidente di Anthropic chiede di rafforzare i controlli sulla vendita di chip avanzati a Pechino e sul loro contrabbando. Ma auspica anche un coordinamento internazionale per scongiurare catastrofi, sul modello degli accordi SALT che limitarono gli arsenali nucleari. In questa condizione di incertezza, il ceo di OpenAI, Sam Altman, ha escluso la quotazione in borsa della sua azienda nel 2026. Con gli attuali problemi di sicurezza, ha detto a Fortune, quotarsi entro fine anno sarebbe “sconsigliato”.


