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HomeCronaca Golf cart a Roma, Metur: “Prima il censimento, poi un tetto”

"Golf cart turistiche,
Roma deve sapere quante sono
prima di iniziare a regolarle"

Il presidente del Metur van Duijnhoven

"Necessario innanzitutto un censimento"

di Marco Bertolini18 Settembre 2026
18 Settembre 2026
Golf cart

Pascal van Duijnhoven è il presidente di Metur, l'associazione che rappresenta diverse agenzie di viaggi e operatori di mobilità ecologica e sostenibile nella Capitale (come i golf cart e i tuk-tuk elettrici).

Pascal van Duijnhoven è un manager e imprenditore olandese, fondatore di Etuk Tours Rome e presidente di Metur, Mobilità elettrica per il Turismo a Roma. A Lumsanews racconta il fenomeno delle golf cart turistiche nella Capitale, difendendo la natura turistica del servizio e chiedendo una regolamentazione chiara del settore. 

Partiamo dai numeri: quante golf cart circolano oggi a Roma e quante sono riconducibili alle vostre aziende associate?

“Intanto, bisogna dire che non esiste un dato ufficiale. Questo è il primo problema. Le stime che circolano segnalano una quantità che oscilla tra 350 e 500 mezzi, ma nessuno ha mai fatto una rilevazione vera. Nel centro storico entrano in media 50.000 veicoli al giorno. Poi si può discutere di come circolano e dove sostano, ma il traffico di Roma non è causato solo dalle golf cart. Noi abbiamo 92 veicoli su 14 aziende, con le omologazioni verificate una per una sulle carte di circolazione. È il primo dato strutturato che esiste su questo settore a Roma e l’abbiamo consegnato a Roma Servizi per la Mobilità”

Di quanto dovrebbe essere ridotta la flotta rispetto a quella attuale e, soprattutto, chi dovrebbe decidere quali operatori potranno continuare a lavorare?

“Prima bisogna sapere quanti mezzi ci sono davvero, poi si ragiona su quanti ne può sostenere il centro storico. È l’ordine giusto: prima il censimento, poi il tetto. Deve decidere l’amministrazione, sulla base di criteri oggettivi e verificabili: il titolo dell’impresa, la regolarità dei mezzi, i contratti del personale”.

Voi sostenete che le vostre aziende non fanno trasporto pubblico e non sono in concorrenza con taxi e NCC. Qual è allora esattamente il servizio che vendete al turista?

“Per vendere un pacchetto turistico bisogna essere agenzia di viaggi o tour operator, avere un direttore tecnico, rispettare gli obblighi del Codice del turismo. Noi vendiamo quello: un itinerario costruito, con tappe, tempi, biglietti, accompagnamento. Il cliente non compra uno spostamento da A a B, compra un’esperienza di due o tre ore in cui il mezzo è uno degli strumenti. La differenza concreta è che il turista non sceglie la destinazione: sceglie un prodotto che abbiamo costruito noi”.

Quanto vale oggi il mercato delle golf car turistiche a Roma? 

“Anche in questo caso, un dato ufficiale non esiste. Posso dare le stime su Metur, fatte da noi: parliamo di un flusso tra i 350 e i 500mila passeggeri l’anno, un fatturato diretto intorno ai 42 milioni e un indotto di altri 29 milioni circa tra biglietteria museale, ristorazione e trasporti. In tutto, attorno ai 70 milioni per l’economia della città”.

Essere in regola come veicolo significa automaticamente essere autorizzati a svolgere qualsiasi attività commerciale di trasporto turistico?

“No. Avere un veicolo omologato correttamente significa che quel mezzo può circolare, non che chi lo guida può vendere qualsiasi cosa. L’autorizzazione all’attività non viene dall’omologazione, viene dal titolo dell’impresa”.

Metur è pronta ad adottare un sistema nel quale ogni mezzo sia identificabile in tempo reale e siano verificabili percorsi, soste e violazioni?

“Siamo disponibili a un sistema in cui ogni mezzo è identificabile con un codice visibile e con geofencing che delimita le aree consentite e consente la verifica in tempo reale. Siamo favorevoli a condividere quei dati con Roma Capitale. Anzi, per noi è un vantaggio. Oggi chi lavora in regola e chi non lo fa sono indistinguibili a vista, e paghiamo tutti per i comportamenti di pochi”.

Se vi venissero imposti contingentamento, percorsi obbligatori, aree di sosta e requisiti più severi per le aziende e per i conducenti, Metur accetterebbe?

“Sì a contingentamento, aree di sosta, requisiti più severi per imprese e conducenti. Sui percorsi obbligatori no. Se a Roma obblighi tutti gli operatori a fare gli stessi itinerari negli stessi orari, ottieni l’ingorgo che volevi evitare. Ecco perché proponiamo il geofencing”.

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