FIRENZE – L’era del Mancini bis è cominciata ufficialmente ieri, lunedì 21 settembre, con il primo allenamento della nazionale nel centro tecnico federale di Coverciano. Anche se nella conferenza stampa, il (di) nuovo tecnico azzurro è rimasto molto vago, la prima seduta sul campo ha fornito indicazioni abbastanza chiare sulle sue intenzioni in vista dell’esordio in Nations League contro il Belgio.
Il modulo di gioco
Il focus principale si è concentrato su due aspetti fondamentali. Per prima cosa il 4-3-3 come modulo base, su cui Mancini ha impostato tutto il lavoro della squadra. A causa delle assenze forzate per infortunio (come quella di Dimarco), l’opzione della difesa a tre sembra essere stata temporaneamente accantonata per sfruttare la spinta sulle corsie esterne.
Calafiori si sposta a sinistra
Il forfait dell’esterno dell’Inter ha sicuramente contribuito al secondo elemento di novità: Calafiori come terzino sinistro anziché al centro. Il commissario tecnico ha deciso di testare il difensore dell’Arsenal sulla fascia sinistra, dopo aver provato diverse alternative per ogni ruolo.
Il ballottaggio in attacco
Guardando in avanti, in attacco resta vivo il ballottaggio tra Scamacca e Kean, supportati dall’entusiasmo dei fratelli Esposito (Sebastiano e Francesco Pio), entrambi chiamati nel folto gruppo dei 34 convocati.
Tanti i giovani in rosa
Tra le convocazioni di Mancini ci sono nove esordienti e tanti giovani. La volontà è quella di aprire un nuovo ciclo di rinnovamento che porti l’Italia verso i prossimi Mondiali. La scelta è netta, con qualche senatore che è rimasto a casa. Ci sono quattro anni prima del Mondiale per osservare i tanti talenti che potranno dare vita alla nazionale del futuro: da tenere d’occhio Pessina, Ghilardi, Kayode, Kouadio, Romero, Doumbia, Sebastiano Esposito, Vergara e Zoma.
L’importanza della Nations League
Per aprire la strada verso l’Europeo è importante non bucare l’appuntamento con la Nations League: i punti in palio nel Gruppo A1 contro Belgio, Francia e Turchia sono cruciali per due motivi. Il primo è che i risultati di questo girone stabiliscono i coefficienti del Ranking FIFA e i piazzamenti nelle fasce di merito per un accesso facilitato alla competizione continentale.
Un flop costringerebbe l’Italia a scivolare in seconda o terza fascia nei sorteggi per i gironi di qualificazione di Euro 2028. E finire in una fascia più bassa significherebbe pescare avversarie d’élite come Spagna, Inghilterra o Germania, complicando sensibilmente il percorso di Macini. Un incubo che l’ambiente azzurro non può permettersi di rivivere.
Il paracadute dei playoff
Sbagliare significa lasciare la squadra senza alcuna seconda chance in caso di passi falsi nel girone di qualificazione. La solidità dei risultati immediati contro il Belgio (il 25 settembre a Roma) e la Turchia (il 28 settembre a Bursa) è l’unica base su cui poter costruire, senza rischiare di compromettere il futuro.


