LOS ANGELES – Altro che Barbenheimer. A due settimane dagli Oscar la lotta tra Sinners e Una battaglia dopo l’altra si fa spietata, con il film di Ryan Coogler che segna un leggero sorpasso. La pellicola che sta facendo piazza pulita dei più importanti riconoscimenti cinematografici del mondo ha trionfato anche agli Actor Awards, i premi conferiti dal sindacato degli attori americani. Delle sei statuette riservate al cinema, Sinners ne ha vinte due: miglior attore protagonista a Michael B. Jordan – che ha sbaragliato la concorrenza di Timothée Chalamet con Marty Supreme – e miglior cast.
Non solo Sinners
Segue Una battaglia dopo l’altra, che non è rimasto a mani vuote: Sean Penn si è aggiudicato il premio come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione dello spietato capitano Steven J. Lockjaw, per alcuni parodia di Greg Bovino, ex comandante dell’ICE. Finora anche il film di Paul Thomas Anderson aveva dominato la stagione, conquistando i riconoscimenti principali ai Golden Globes, ai Producers Guild Awards, ai BAFTA e ai Directors Guild Awards. Ma l’ultima conquista di Sinners, a così breve distanza dagli Academy Awards dove ha totalizzato il numero record di 16 nominations, potrebbe essere decisiva.
Il riconoscimento post mortem a Catherine O’Hara
Confermato poi il successo dell’attrice Jessie Buckley, anche lei in corsa per l’Oscar, che ha trionfato nella categoria “miglior attrice protagonista” per il ruolo di Agnes Shakespeare in Hamnet. Riconoscimento postumo, invece, per Catherine O’Hara, che nella sezione “premi per la televisione” si è aggiudicata la statuetta come migliore attrice in una serie comica per la serie The Studio. L’attrice, morta lo scorso 30 gennaio, è famosa per le sue interpretazioni in Mamma ho perso l’aereo e Beetlejuice. Grande commozione poi per Harrison Ford insignito del SAG-AFTRA Life Achievement Award.


