Brasilia in stato d'assedioBolsonaro dagli Usa:"Lula scelto dal sistema"

Linea dura del governo sulle proteste Le accuse di connivenza all'esercito

BRASILIA –  La capitale del Brasile ancora sotto assedio. Elicotteri sorvolano la piazza dei Tre poteri, mentre militari in tenuta anti-sommossa restano a presidio della città di Brasilia. Un’atmosfera quasi bellica quella che si respira nella capitale, teatro dell’assalto dei sostenitori dell’ex presidente del Paese Jair Bolsonaro che domenica 8 gennaio hanno occupato le sedi del Congresso, del Planalto e del Tribunale supremo e creato vari disordini. 

Il governo Lula ha adottato la linea dura. Il ministro Alexandre de Moraes, giudice della Suprema Corte federale, infatti, ha annunciato che chiunque bloccherà strade o occuperà edifici verrà arrestato. E mentre la maggior parte di quegli assidui sostenitori di Bolsonaro, il 93%, adesso si trova in stato di arresto e rischia pene fino a 24 anni di carcere, altri non demordono e invocano altre proteste. La piazza pubblica dei golpisti, comunque, resta sui social. Nelle chat risuonano slogan espliciti come “per una mega manifestazione nazionale per la ripresa del potere”, ma anche messaggi in codice che invocano la lotta anti-Lula. 

Intanto l’ex presidente Jair Bolsonaro che si trova ancora in Florida, dove è appena stato dimesso dalla clinica in cui era ricoverato, continua a dare motivi per essere considerato istigatore delle azioni delle sue masse sostenitrici. Proprio ieri ha condiviso un video, cancellato subito dopo, in cui sosteneva che Lula non fosse stato eletto dal popolo ma “scelto dal sistema”. In ogni caso Bolsonaro sarà a breve costretto a tornare in patria, dove sarà chiamato a difendersi in tribunale. 

Nel frattempo il presidente Lula da Silva, al principio del suo terzo mandato parla di “terrorismo” e punta il dito anche nei confronti dell’operato delle forze dell’ordine brasiliane per la negligenza dimostrata di fronte all’azione dei manifestanti. Ieri sono stati esonerati tutti i vertici delle forze di sicurezza accusati di mancata protezione ai palazzi istituzionali.

Nella foto in alto il presidente del Brasile Lula da Silva, Ansa 

Sofia Zuppa

Nata ad Arezzo, città natale di Petrarca e Vasari, sono migrata nella dotta, la rossa e la grassa Bologna, città dai contorni caldi che mi ha amabilmente cresciuta. Infine sono piombata nell'antica ed eterna Roma. Un viaggio sempre intessuto dall'amore per lo studio e per il giornalismo, una passione che spero un giorno possa portarmi ancora più lontano...