ROMA – “Export e consumi zavorrano l’industria, peggiora lo scenario a inizio 2026”. È questo l’avvertimento del centro studi di Confindustria nella sua analisi mensile. A dicembre la produzione industriale è tornata a calare, -0,4%, dopo +1,5% a novembre, ma il quarto trimestre è rimasto comunque positivo (+0,9%). Migliora infatti la fiducia delle famiglie e accelerano i servizi. Tuttavia, viale dell’Astronomia sottolinea che la dinamica dell’industria “resta volatile e la risalita lenta” a causa “della svalutazione del dollaro e di consumi ancora fragili”.
Anche l’export italiano è “volatile”, seppur in crescita a dicembre, registrando un +0,6%, a prezzi costanti, cala nel quarto trimestre (-1,9%). In modesta espansione l’import, che mette a segno un +0,1% mensile e +0,4% sul trimestre.
Nello scenario delineato questo mese dal centro studi si prevede una risalita del costo del credito e “il tasso pagato dalle imprese italiane ha esaurito il calo e inverte la rotta”, passando dal 3,58% a dicembre, da 3,38% a settembre.
Sono “potenzialmente positivi”, infine, gli impatti del decreto energia. Il decreto “può ridurre il prezzo dell’energia per famiglie e imprese in modo sostanziale”, se approvato dalla Commissione europea.


