WASHINGTON – Un futuro “molto negativo” se la Nato non fornirà aiuto agli Stati Uniti in merito alla riapertura dello Stretto di Hormuz. È il messaggio netto del presidente statunitense Donald Trump all’Alleanza Atlantica. Il presidente Usa ha annunciato al Financial Times che, così come gli Stati Uniti hanno aiutato l’Ucraina nella guerra contro la Russia, si aspetta che l’Europa contribuisca alla riapertura dello Stretto, la cui chiusura ha fatto impennare i prezzi dell’energia in tutto il mondo.
Intanto, l’Idf ha avviato una nuova ondata di attacchi “su vasta scala” in Iran e ha annunciato di aver iniziato “operazioni terrestri, limitate e mirate” contro Hezbollah nel sud del Libano. Stati Uniti e Iran sono in trattative per una fine delle ostilità, quando siamo entrati nella terza settimana di conflitto. “Sì, stiamo parlando con loro, ma non credo che siano pronti. Ci stanno però arrivando piuttosto vicino”, ha fatto sapere Donald Trump ai giornalisti sull’Air Force One, senza specificare la natura dei colloqui.
Starmer: la riapertura di Hormuz non può essere affidata a “una missione Nato”
La riapertura dello Stretto di Hormuz non può essere affidata a “una missione della Nato”. Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer rispondendo ai giornalisti. “Lasciatemi essere chiaro: questa non sarà e non è mai stata immaginata come una missione della Nato”, ha tagliato corto Starmer, interpellato da Trump, il quale ha definito “molto negativo per la Nato” l’eventuale rifiuto degli alleati di farsi coinvolgere con l’invio di navi militari verso Hormuz.
12:32 – Kallas: “Lo stretto di Hormuz fuori dal raggio d’azione della Nato”
“Siamo stati in contatto con la Nato in precedenza, ma questo è davvero al di fuori dell’area d’azione della Nato. Ecco perché abbiamo l’operazione Aspides e ci sono Stati membri che sono anche disposti a contribuire, sia nella coalizione dei volenterosi che nell’operazione stessa. Ma è al di fuori dei territori della Nato. Non ci sono Paesi dell’Alleanza nello Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas al suo arrivo al Consiglio Affari esteri.
11:58 – Beirut: 4 morti tra cui due bambini nel raid dell’Idf nel sud del Paese
È di 4 morti tra cui due bambini il bilancio di un raid aereo israeliano nel sud del Libano, secondo quanto riferisce il ministero della sanità libanese citato dall’agenzia governativa Nna. Le fonti precisano che il bombardamento di Israele è avvenuto a Qantara, località sul fronte della guerra con Hezbollah.
11:47 – Starmer, Gb proteggerà i suoi interessi ma non entra in un vasto conflitto
“Vogliamo vedere questa guerra finire al più presto possibile”. Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer aggiornando il Paese sulla situazione in Medio Oriente innescata dall’attacco di Usa e Israele all’Iran. Starmer ha insistito che il Regno intende muoversi “difendendo gli interessi nazionali” e “proteggendo gli alleati”, ma “non entrerà in una guerra a vasto raggio”. Ha poi riconosciuto agli Usa di aver fortemente indebolito l’apparato militare “dello spaventoso regime” iraniano, sottolineando la necessità ora di garantire per il futuro che Teheran non porti avanti progetti militari e non “continui a minacciare” i vicini.
11:41 – Portavoce Merz: “La guerra in Iran non ha nulla a che fare con la Nato”
“Questa non è una guerra della Nato e non ha nulla a che fare con la Nato”. Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius, rispondendo ai giornalisti circa le minacce di Donald Trump all’Alleanza atlantica. “Abbiamo preso atto della posizione del presidente degli Stati Uniti”, ha concluso Kornelius.
11:08 – Madrid: “Quanto sta accadendo in Libano è una vergogna”
“Quanto sta accadendo in Libano è una vergogna. Abbiamo centinaia di migliaia di sfollati, è una violazione sistematica della sovranità e del diritto umanitario, con il rischio di un’invasione di terra e con attacchi a una forza di pace dell’Onu”. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares a margine del Consiglio Affari Esteri. “L’Europa deve dare un segnale, ha sottolineato Albares, spiegando che serve coerenza. “In Ucraina e Medio Oriente – ha spiegato – dobbiamo difendere gli stessi valori, quando si tratta dei civili ucraini o dei civili libanesi”.
11:03 – Croce rossa: in Libano 900mila sfollati
Sono circa 900mila gli sfollati in Libano e molti di loro sono per le strade a due settimane dallo scoppio delle nuove tensioni con Israele. Lo riferisce la Croce rossa libanese in un comunicato citato dai media di Beirut.
10:53 – Berlino: “La Nato non è responsabile per lo Stretto di Hormuz”
“Non mi sembra che la Nato abbia preso una decisione né che possa assumersi la responsabilità per lo Stretto di Hormuz. Se così fosse, gli organi della Nato se ne occuperebbero”. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul all’arrivo al Consiglio degli Esteri europeo, rispondendo a una domanda sul ruolo dell’Alleanza dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che ha avvertito di un futuro “molto negativo” per la Nato se non contribuirà alle operazioni legate alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
09:42 – Ue: “Crisi energia può aggravarsi, pronti a misure a breve termine”
“Siamo consapevoli che non dobbiamo solo monitorare la situazione ma anche prepararci perché la situazione può aggravarsi ulteriormente. Dobbiamo essere pronti ad attuare misure a breve termine per cercare di aiutare gli Stati membri”. Lo ha detto il commissario Ue all’Energia Dan Jorgensen all’arrivo al Consiglio Ue dell’Energia, interpellato sull’impatto energetico della guerra in Medio Oriente. L’Ue non dipende “così tanto dall’approvvigionamento di combustibile, sia gas che petrolio, proveniente dall’area, quindi non abbiamo un problema di sicurezza ma abbiamo un problema di prezzi”, ha concluso.
08:44 – Kallas: “A Hormuz ipotesi iniziativa Onu come sul Mar Nero per grano Ucraina”
“Nel fine settimana ho parlato con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres per capire se è possibile avere un’iniziativa a Hormuz come quella sul Mar Nero per il grano dell’Ucraina”. Lo ha detto l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al Consiglio Affari esteri. La chiusura dello stretto rappresenta un grave pericolo per le forniture di petrolio, specie per l’Asia, ma la situazione è problematica “anche per quanto riguarda i fertilizzanti”, ha sottolineato Kallas. “E se quest’anno ci sarà carenza di fertilizzanti, l’anno prossimo si verificherà anche una carenza di cibo”.
07:22 – Israele: iniziate “operazioni terrestri mirate” nel sud del Libano
Le forze armate israeliane (Idf) hanno annunciato di aver intrapreso “operazioni terrestri, limitate e mirate” contro Hezbollah nel sud del Libano.
03:25 – Teheran: “un ecocidio” gli attacchi israeliani sui depositi di carburante
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che gli attacchi dell’Idf contro i depositi di carburante di Teheran costituiscono un “ecocidio” a causa dei rischi a lungo termine per la salute dei residenti. “I bombardamenti israeliani contro i depositi di carburante di Teheran violano il diritto internazionale e costituiscono un ecocidio”, ha scritto su X Araghchi. “I residenti rischiano danni a lungo termine alla loro salute e al loro benessere. La contaminazione del suolo e delle falde acquifere potrebbe avere ripercussioni generazionali”, ha aggiunto nel messaggio.
02:31 – Trump: “Parliamo con l’Iran ma loro non pronti per l’accordo”
Gli Usa sono in trattative con l’Iran, ma Teheran non è ancora pronta per un accordo di chiusura delle ostilità. “Sì, stiamo parlando con loro”, ha replicato il presidente Donald Trump ai giornalisti sull’Air Force One, senza tuttavia specificare la natura dei colloqui. “Ma non credo che siano pronti. Ci stanno però arrivando piuttosto vicino”, ha aggiunto Trump. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha negato l’esistenza di colloqui in corso con gli Usa.
01:56 – Trump accusa l’Iran di disinformazione con l’uso dell’IA
Donald Trump accusa l’Iran di disinformazione basata sull’Intelligenza artificiale e sui media compiacenti, smentendo le notizie su danni subiti da velivoli e mezzi navali Usa. in un lungo post su Truth, il presidente Usa ha scritto che “l’Iran è noto da tempo come un maestro di manipolazione mediatica e pubbliche relazioni. Militarmente è debole e inefficace, ma è davvero abile nel ‘nutrire’ i media delle fake news con informazioni false. Ora, l’IA è diventata un’altra arma di disinformazione”. Teheran, secondo l’accusa, ha fatto circolare immagini e video artefatti, con presunti attacchi a navi e aerei americani per amplificare le sue capacità.
01:24 – Trump: “Ho chiesto a Londra di intervenire, ma si sono rifiutati”
Donald Trump esprime frustrazione per la risposta della Gran Bretagna alla sua richiesta di mobilitazione in Iran. Il presidente Usa, che domenica scorsa ha parlato col premier britannico Keir Starmer, ha detto che “il Regno Unito potrebbe essere considerato l’alleato numero uno, quello con la storia più lunga e così via: eppure, quando ho chiesto loro di intervenire, si sono rifiutati”. E non appena “abbiamo praticamente annullato la capacità di minaccia dell’Iran, loro hanno detto: ‘Beh, allora invieremo due navi’. E io ho risposto: ‘Abbiamo bisogno di queste navi prima per vincere, non dopo aver vinto'”. Lo ha detto Trump in un’intervista al Financial Times.
00:55 – Trump: “Pechino deve aiutare, il 90% del suo petrolio viene da Hormuz”
Donald Trump si aspetta un aiuto dalla Cina per sbloccare lo Stretto di Hormuz, prima di recarsi a Pechino, a fine mese, per un vertice con l’omologo Xi Jinping. “Credo che anche la Cina dovrebbe dare una mano, dato che riceve il 90% del suo petrolio proprio attraverso lo Stretto”, ha detto il presidente Usa, secondo cui aspettare fino al vertice “sarebbe troppo tardi”. “Vorremmo una risposta prima di allora. È un periodo piuttosto lungo”, ha osservato Trump in un’intervista al Financial Times, aggiungendo che il suo viaggio in Cina potrebbe essere posticipato. “Potremmo rimandare”, ha precisato, senza specificare per quanto tempo.
00:39 – Trump: futuro della Nato molto negativo se non collabora alla riapertura di Hormuz
Donald Trump avverte la Nato, minacciando un futuro “molto negativo” se gli alleati degli Stati Uniti non contribuiranno alla riapertura dello Stretto di Hormuz, da cui passa il 20% del greggio globale. È il messaggio diretto del presidente Usa verso i Paesi europei perché si uniscano al suo sforzo bellico in Iran, contenuto in una breve intervista al Financial Times.
00:15 – Wsj, compagnie petrolifere Usa a Trump: probabile crisi peggiore
Le compagnie petrolifere americane hanno recapitato un messaggio all’amministrazione Trump, sostenendo che la crisi energetica legata alla guerra in Iran è destinata a peggiorare. In una serie di riunione tenutesi mercoledì scorso alla Casa Bianca e in recenti colloqui con i segretari all’Energia Chris Wright e agli Interni Doug Burgum, gli amministratori delegati di Exxon Mobil, Chevron e ConocoPhillips hanno avvertito che le interruzioni ai flussi energetici in uscita dallo Stretto di Hormuz continueranno a generare volatilità nei mercati energetici globali. Lo riferisce il Wall Street Journal.


