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HomeCronaca Golf cart, Di Giacobbe (Filt Cgil): “Chiediamo più controlli”

"Golf cart a Roma,
le regole non possono
scriverle gli operatori"

Il coordinatore Unica Taxi Filt Cgil

"Stabilire cosa sono e chi le gestisce"

di Marco Bertolini18 Settembre 2026
18 Settembre 2026
Golf cart

Nicola Di Giacobbe è il coordinatore nazionale Filt Cgil Taxi e rappresenta il sindacato nel confronto istituzionale sulle norme relative al trasporto pubblico non di line

Nicola Di Giacobbe, sindacalista della Filt Cgil Roma e Lazio e rappresentante del settore taxi, parla a Lumsanews dei rischi legati all’utilizzo dei mezzi in area pubblica chiedendo regole precise.

Perché i sindacati dei taxi non considerano le golf cart come un nuovo mezzo di mobilità, ma un problema di sicurezza e legalità?

“Perché sono mezzi pensati per esercitare un servizio all’interno di un perimetro, come un campo da golf o un’area protetta, con sicurezza e gestione dei servizi circoscritti. Altra cosa è utilizzarle come mezzi di trasporto in un’area pubblica. Questo è il primo problema”.

Come si può stabilire concretamente quando una golf cart è impegnata in un tour turistico e quando invece svolge un servizio simile a quello di un taxi o di un Ncc?

“Intanto stabiliamo che la golf cart, per poter effettuare trasporto pubblico, deve essere un mezzo destinato al trasporto pubblico. Quindi deve essere immatricolata e omologata per questo tipo di servizio. A quel punto diventano dei soggetti del noleggio con conducente e bisogna stabilire numeri e modalità d’esercizio. Bisogna stabilire anche quale contratto e quali titoli deve avere un autista. Se vogliamo istituire un nuovo servizio a Roma, va normato e regolamentato. Nessuno dice che non ci devono essere, ma stabiliamo intanto che cosa sono e chi li gestisce”

Avete mai chiesto alle istituzioni di rendere pubblico l’elenco delle aziende che operano con queste macchine a Roma, il numero dei mezzi e i titolari effettivi?

“Abbiamo chiesto al prefetto, al sindaco e alla Regione di intervenire. Stiamo parlando di sicurezza stradale, di garanzie per chi lavora su quei mezzi e di ripristino della legalità su un servizio che è praticamente illegale. Il fatto che sia sufficiente una Scia per poter avere 30 giorni per operare e poi cambiare la proprietà sono escamotage, ma non credo che possiamo guardarli in questo senso”.

Il sindacato ha mai ricevuto segnalazioni o raccolto elementi su attività legate all’uso dei caddy da parte di grandi alberghi, ville, eventi privati e strutture di lusso?

“Sono stati fotografati e denunciati alle autorità soggetti che viaggiavano sul raccordo anulare. Sono stati individuati e denunciati soggetti con 9-10 persone a bordo senza sicurezza. Qui non c’entra più la difesa del lavoro: questi soggetti vanno perseguiti perché è un uso difforme da qualsiasi regola. Inoltre, stiamo parlando di sfruttamento del lavoro altrui, di soggetti messi alla guida ai quali si impone un pedaggio”.

Come è esploso il fenomeno delle golf cart?

“A causa della mancanza di controlli da parte delle forze dell’ordine e degli organi preposti. Roma ha bisogno che le forze dell’ordine e i preposti al rispetto delle regole siano più presenti e soprattutto creino presupposti per essere sufficienti”.

Il sindacato sarebbe favorevole a una regolamentazione sul modello Toscana?

“Non guardiamo al caso toscano perché la realtà di Firenze è diversa da quella di Roma. In Toscana, come organizzazioni sindacali, ci siamo messi seduti insieme alla Regione e al sindaco di Firenze e abbiamo messo in campo una normativa adeguata per quel contesto. Ma dobbiamo vedere quali sono i presupposti nel Lazio. L’attrazione turistica e l’estensione dell’attrazione turistica a Roma sono diverse da Firenze. In ogni caso non vogliamo lasciare che le regole le scrivano i mercanti, proviamo a scriverle noi”.

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