Sale il fumo dopo gli attacchi aerei israeliani su Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza | Foto Ansa

Israele-Hamas, intensibombardamenti sulla Striscia73 i palestinesi uccisi

Proteste alla Knesset: "Via Netanyahu" Gallant avverte: "Libano come Gaza"

GAZA CITY – Proseguono con intensità i raid delle forze di difesa israeliane (Idf) sul centro e sul sud della Striscia di Gaza. L’Idf ha riferito di duri combattimenti nella zona di Khan Yunis, dove nella notte sono stati colpiti 30 “obiettivi significativi” appartenenti ad Hamas. L’esercito di Israele ha comunicato su X di aver colpito anche numerosi obiettivi di Hezbollah in Libano, tra cui un leader militare dell’organizzazione libanese.

Il bilancio degli ultimi raid

Negli attacchi hanno perso la vita tre giornalisti palestinesi. Si tratta di Hamza Wael Dahdouh, figlio del capo di Al Jazeera nelle Striscia, e del reporter Moustafa Thuraya, uccisi mentre si dirigevano in macchina a Rafah. E di Ali Salem Abu Ajwa, nipote dello sceicco Ahmed Yassin – il fondatore di Hamas – ucciso in un raid nel centro di Gaza. I tre, a detta delle forze israeliane, sarebbero stati coinvolti in attività terroristiche, ma non sono state fornite prove. Rimasta coinvolta nei bombardamenti anche una bambina palestinese di quattro anni, uccisa a Bidu dal fuoco di militari israeliani nel secondo attentato palestinese sulle arterie della Cisgiordania. La piccola si aggiunge agli 8 morti nel campo profughi di Deir Balah, portando a 73 il numero dei palestinesi uccisi nei raid di Israele in 24 ore.

Proteste alla Knesset contro il governo di Bibi

Per protestare contro il governo di Benjamin Netanyahu, alcune decine di manifestanti del movimento “Changing Direction” e della coalizione “Elections Now” hanno bloccato l’ingresso principale della Knesset, il Parlamento israeliano a Gerusalemme. Le richieste? Elezioni anticipate e l’immediata sostituzione del governo con l’espulsione degli estremisti dall’esecutivo.

Blinken in pressing su Netanyahu. Gallant in un’intervista al Wsj avverte il Libano

Sul fronte diplomatico, intanto, continua il pressing del segretario di Stato Usa, Antony Blinken, nel suo terzo giorno di missione diplomatica in Medio Oriente. Nelle prossime ore Blinken sarà infatti in Israele, dove chiederà al premier israeliano Benjamin Netanyahu di annunciare la fine della “fase militare” e il passaggio ai “raid mirati”. Tuttavia, il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, pur confermando la nuova fase di operazioni speciali, ha dichiarato in un’intervista al Wall Street Journal che Israele non abbandonerà il suo obiettivo di distruggere Hamas, avvertendo che “Beirut potrebbe essere come Gaza”. In viaggio verso Israele e Cisgiordania anche la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, che incontrerà i residenti di una comunità palestinese vicina agli insediamenti israeliani e il ministro degli Esteri palestinese, Riyad al-Maliki, a Ramallah.

 

Maria Sole Betti

Classe '96, cresciuta tra l'Adriatico e l'ombra della Madonnina. Da sempre attratta dalle storie degli altri, mi sono laureata in Scienze Politiche all'Università Statale di Milano. Dopo un Erasmus a Barcellona e una magistrale in Istituzioni e tutela dei diritti, l'approdo a Roma per fare del sogno del giornalismo una professione. Curiosità e chiacchere guidano la mia vita, ma, del resto, ho la luna in Ariete.