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Iran, la mini-tregua di Trump: “5 giorni di stop a raid su impianti energetici”

di Enza Savarese23 Marzo 2026
23 Marzo 2026
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Il presidente Usa Donald Trump | Foto Ansa

TEHERAN – Uno spiraglio per la tregua. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato lo “stop di 5 giorni ai raid contro le infrastrutture energetiche iraniane”. Ma la tensione resta. Nel nuovo giorno di guerra in Medio Oriente, la Repubblica islamica ha avvertito che attaccherà le centrali elettriche israeliane e quelle che riforniscono gli alleati americani ed europei. “Mineremo tutto il Golfo”, hanno confermato i pasdaran. Un avvertimento che non ha intimorito il presidente degli Stati Uniti. Donald Trump aveva infatti minacciato una “distruzione totale”.

12.33 – Trump sui colloqui con l’Iran: “In programma questa settimana”

Dopo l’annuncio di Trump su Truth, il tycoon annuncia che i colloqui con l’Iran continueranno “nel corso di tutta la settimana”. Lo stop di cinque giorni agli attacchi arrivano “in base al tenore e al tono delle ultime conversazioni approfondite e costruttive tra le parti”, ha rivelato il presidente Usa.

12.30 – Nyt rivela: “Capo del Mossad aveva un piano per rovesciare il regime degli ayatollah”

Secondo il New York Times, il capo del Mossad David Barnea avrebbe proposto un piano: “fomentare l’opposizione iraniana e innescare una rivolta per rovesciare il regime di Teheran” nelle prime fasi della guerra. Il piano, illustrato prima del 28 febbraio al premier Benjamin Netanyahu e a funzionari dell’Amministrazione Donald Trump, prevedeva che “l’uccisione dei leader iraniani potesse scatenare una sollevazione popolare”. A tre settimane dal conflitto, però, “la rivolta non è avvenuta”: il regime dell’Iran risulta “indebolito ma ancora saldo”, mentre “la paura delle forze di sicurezza ha frenato ogni possibilità di insurrezione”.

12.25 – Cina sul Medio Oriente: “Si rischia il caos totale”

La Cina mette in guardia: “Se il conflitto continua ad allargarsi e la situazione peggiora ulteriormente, l’intera regione sprofonderà nel caos”. Le dichiarazioni ai cronisti del portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian arrivano prima della pausa annunciata da Trump su Truth : “L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso, senza alcuna via d’uscita”, ha sottolineato.  “Chiediamo a tutte le parti in conflitto di fermare immediatamente le operazioni militari e tornare al dialogo e ai negoziati”, aggiunge, ribadendo che la crisi in Medio Oriente rischia di degenerare in modo irreversibile.

12.11 – Usa ritarda i raid su Iran, Trump: “Colloqui molto buoni”

Trump su Truth annuncia il rinvio di nuovi bombardamenti americani sul contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche di Tel Aviv dopo i colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni” con le autorità iraniane. La pausa ordinata dal tycoon ai soldati americani durerà 5 giorni con l’obiettivo di “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”.

12.10 – L’Aie sulla crisi in Iran: “Peggio degli ultimi due shock petroliferi degli anni ’70”

Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Fatih Birol avverte: “La crisi causata dalla guerra in Medio Oriente è peggiore degli shock petroliferi degli anni ’70”. “Le perdite giornaliere hanno già raggiunto gli 11 milioni di barili”, aggiunge, sottolineando che “i responsabili politici non hanno ancora compreso la gravità del problema”. Birol conclude: “Se necessario, sbloccheremo ulteriori scorte di petrolio”. Intanto l’AIE è in contatto con governi in Europa e Asia.

11.45 – Starmer smentisce Israele sui missili iraniani: “Nessuna minaccia contro il Regno Unito”

La smentita del governo britannico arriva dopo l’allerta lanciata nel weekend da Israele. Tel Aviv ha annunciato una minaccia diretta del regime iraniano contro la Gran Bretagna  attraverso missili balistici in grado di arrivare direttamente in Europa. Gli 007 del Regno Unito però non confermano alcuna minaccia imminente contro il Paese. “Noi aggiorniamo continuamente le nostre valutazioni allo scopo di garantire la nostra sicurezza, al momento non ci sono conferme che siamo nel mirino in alcun modo”, ha confermato il primo ministro Keir Starmer.

11.34 – Usa avvisa i suoi cittadini: “Allerta mondiale”

Rivolgendosi ai suoi cittadini fuori dagli Stati Uniti, il Dipartimento di Stato americano ha lanciato un avviso di “allerta mondiale”. In particolare l’allerta è rivolta agli statunitensi attualmente in Medio Oriente: “I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo”, ha dichiarato il Dipartimento Usa.

10.53 – Khamenei ferito, l’indiscrezione del WP: “Isolato e non risponde ai messaggi”

Il nuovo leader supremo Mojtaba Khamenei potrebbe essere nuovamente ferito. A divulgare l’indiscrezione è il Washington Post che ha sentito i funzionari della sicurezza americani e israeliani. “È ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi”, riporta The Times of Israel.  

10.37 – Iran, un morto dopo i raid di Israele e Usa

Attacchi su più città iraniane: “Gli Stati Uniti e Israele hanno colpito diverse zone di Teheran e altre città del Paese”. Un morto e un ferito, si tratta di “un membro delle forze di sicurezza è stato ucciso in un attacco a un trasmettitore radio a Bandar Abbas”, riferiscono le autorità, mentre i raid hanno interessato anche altri centri dell’Iran.

9.47 – Iran minaccia il Golfo: “Lo mineremo se attaccati”

Il consiglio di Difesa iraniano alza il tiro dopo l’ultimatum di Donald Trump. “Se le nostre coste o isole saranno attaccate, mineremo tutte le vie di accesso nel Golfo Persico”, avverte. La minaccia è di bloccare il golfo come lo stretto di Hormuz “con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”, si legge nel testo condiviso dalla Repubblica islamica.

9.39 – Teheran avverte: “Ritorsioni se le nostre centrali elettriche verranno attaccate”

“Se colpite la nostra elettricità, noi colpiremo la vostra”, è l’avvertimento lanciato dalle Guardie della Rivoluzione. Teheran avverte di non volersi tirare indietro nemmeno dopo l’ultimo ultimatum di Donald Trump che ha minacciato l’Iran: “Le loro centrali elettriche verranno prese di mira se non verrà riaperto lo stretto di Hormuz”.

9.13 – Mosca sui raid Usa: “America abbia il buon senso di non colpire le centrali nucleari”

Il viceministro russo Andrei Rudenko si appella al buon senso degli Stati Uniti: “Ci auguriamo che non colpiscano la centrale nucleare iraniana di Bushehr”, ha detto ai media russi. “Immagino che Bushehr non sarà inclusa negli obiettivi, perché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti”, ha aggiunto, riferendosi alle minacce contro le infrastrutture energetiche dell’Iran legate allo Stretto di Hormuz.

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