LOS ANGELES – “Niente droghe pesanti e niente supereroi”. In un’intervista rilasciata a Vogue nel 2022, Timothée Chalamet riassumeva così i consigli ricevuti sul set di “Don’t Look Up” da Leonardo DiCaprio, veterano dello star system hollywoodiano. Perle di saggezza per intavolare una carriera di successo e assicurarsi di essere un punto di riferimento per l’annuale stagione dei premi cinematografici. Tuttavia, Leo ha forse dimenticato di ricordare al giovane collega di evitare anche uscite contro forme d’espressione artistica e culturale consolidate da secoli.

Chalamet: “Spero che il cinema non faccia la fine del balletto e dell’opera”
Il protagonista di “Marty Supreme” avrebbe forse evitato di finire al centro di una vera e propria bufera mediatica, scatenata da alcune dichiarazioni rilasciate durante un evento ad Austin, prodotto da Cnn e Variety. Chiacchierando con Matthew McConaughey, padre di Chalamet sullo schermo in “Interstellar”, Timothée ha infatti lanciato una bordata al mondo delle arti performative, sostenendo di non voler vedere il cinema “fare la fine del balletto e dell’opera”, espressioni culturali che gli artisti “cercano di tenere in vita” anche se “a nessuno importa più”. Un’uscita fuori posto, insolita per la stella franco-americana, di cui si è subito reso conto aggiungendo: “Con tutto il rispetto per le persone del balletto e dell’opera là fuori. Cavolo, ho appena sparato a zero senza motivo”.
Goldberg: “Hai perso più che un pezzettino di pubblico”
A difesa del mondo del balletto e dell’opera è arrivato caustico l’intervento di Whoopi Goldberg, recentemente vista nella nuova stagione di “Un posto al sole”. L’attrice di “Sister Act” ha ricordato a Chalamet di provenire da una famiglia di ballerini (sua madre, Nicole Flender, ha studiato alla School of American Ballet), motivo per cui “sputare sull’arte di qualcuno non è bello”. “E poi”, ha aggiunto, “hai peggiorato la situazione dicendo di aver perso un pezzettino di pubblico. Ma sarà più di un pezzettino. Fa attenzione, ragazzo”.

La corsa all’Oscar e la sfida a Michael B. Jordan
La testa di Chalamet, adesso, va alla 98esima edizione dei premi Oscar, in scena il 15 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles, quando Timothée si giocherà la statuetta per il miglior attore protagonista. Nonostante l’evento di Cnn e Variety sia andato in onda il 21 febbraio, la bufera su Timothée è scoppiata solo in questi giorni. Una gran fortuna, visto che il voto finale dell’Academy si è chiuso il 5 marzo, prima che l’opinione dei giurati potesse essere influenzata dalle polemiche. Adesso testa al 15 marzo, quando ad attendere la stella di “Marty Supreme” ci sarà un Michael B. Jordan in netta ascesa per la sua performance in “Sinners” di Ryan Coogler. E chissà se Chalamet riuscirà a portare a casa l’agognata statuetta o dovrà aspettare ancora parecchi anni, proprio come successo al mentore DiCaprio.


