ROMA – Capire rischi e opportunità legati all’intelligenza artificiale e all’utilizzo dei social. Al centro del Safer Internet Day del 2026 c’è anche la tutela dei più piccoli, sempre più a contatto con i software generativi. Infatti, un giovane su tre utilizza i chatbot, come reso noto da “Crescere con l’Intelligenza Artificiale: scelte consapevoli in un mondo connesso”, indagine promossa da Telefono Azzurro in collaborazione con Ipsos-Doxa.
Meno creatività e più dipendenza
La perdita della creatività e la diffusione di immagini false e deepfake – cioè un contenuto reale modificato tramite IA tools – sono gli aspetti che più preoccupano i giovani. Il 41% del campione pensa che utilizzare l’IA possa ripercuotersi negativamente sulla loro inventiva. Non mancano timori legati alla diffusione di notizie false, alla possibilità di sviluppare forme di dipendenza e all’esposizione a contenuti non adeguati all’età.
Anche Unicef lancia l’allarme: più di uno studente su cinque di 10 anni – in 26 Paesi su 32 – non è in grado di distinguere se un sito web sia affidabile o meno. “In un mondo in cui l’intelligenza artificiale è sempre più presente nella vita quotidiana di bambini e adolescenti, è fondamentale accompagnarli nello sviluppo di competenze digitali, spirito critico e consapevolezza”, spiega il presidente dell’Unicef Italia Nicola Graziano.
Nel caos tecnologico dell’era digitale, il fondo ha anche condiviso un prontuario per i genitori con 9 consigli per continuare ad essere educatori. Il primo suggerisce ai tutori di iniziare sin da subito a istruire i piccoli su rischi e pericoli, introducendoli al mondo dell’Intelligenza artificiale e spiegando in modo semplice come funziona. “È necessario un impegno condiviso tra famiglie, scuole, istituzioni e aziende per costruire ambienti digitali che tutelino i diritti dei bambini e ne promuovano il benessere, oggi e in futuro, garantendo il loro ascolto e la loro partecipazione”, aggiunge Graziano.


