Sanremo, ministro Speranza "Spettacolo senza pubblico"Amadeus pronto a lasciare

Franceschini: "Ariston come altri teatri Coletta: "Si tratta di show televisivo"

“Spettacolo permesso, ma senza pubblico” anche il ministro della Salute Roberto Speranza conferma, in una lettera al Comitato tecnico scientifico, la linea del ministro dei Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini.

Scelte non condivise da Amadeus, contrario a uno spettacolo senza persone in sala, che sta valutando la possibilità di lasciare il suo ruolo da direttore artistico e conduttore dell’edizione 2021. L’intenzione del conduttore sarebbe maturata dopo lo stop ai figuranti, arrivato in mattinata dal ministro della Cultura Dario Franceschini, che su Twitter ha scritto: “l Ariston è un teatro come tutti gli altri e quindi il pubblico, di paganti o figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno”.

La questione era stata sollevata già da giorni dal Fimi (che rappresenta la maggior parte delle case discografiche italiane), che aveva chiesto un intervento del Cts sulla sicurezza dei cantanti e dal Codacons che aveva accusato le autorità di fare due pesi e due misure, con la maggior parte dei teatri e dei cinema chiusi.

Il direttore di Rai Uno, Stefano Coletta, ha respinto le polemiche sul presunto trattamento di favore per Sanremo, sostenendo che “Il Festival sarà uno show protocollato come evento televisivo”. In questo caso non varrebbero i divieti stabiliti dal Dpcm sugli “spettacoli in presenza”, con l’Ariston sottoposto a un rigido protocollo di sicurezza e trasformato in uno studio televisivo con coppie di figuranti conviventi e contrattualizzati, che saranno a tutti gli effetti parte dello spettacolo.

Andrea Persili

Classe 1990, laurea in Giurisprudenza e tante passioni: dalla politica alla letteratura, dalla storia alla filosofia. Ho fatto da relatore in seminari sul diritto di cittadinanza. Ho scritto di caporalato e mobbing. Ed alla fine ho scoperto che il giornalismo è la mia vera passione: la curiosità di indagare in territori inesplorati e di dare voce a chi non può farlo.