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HomeEsteri Spesa militare in aumento: tra armi tradizionali e innovazione tecnologica

Le spese militari italiane
aumentano del 7%
Difesa aerea al centro

Gli investimenti del ministro Crosetto

"Le armi classiche non bastano più"

di Greta Giglio07 Settembre 2026
07 Settembre 2026

Foto di archivio

Droni, assetti tradizionali e integrazione con l’intelligenza artificiale. Il Ministero della Difesa delinea le priorità per il 2025-2027 nel Documento programmatico pluriennale (Dpp), con un aumento complessivo del 7,2% nel budget annuale. In particolare i finanziamenti destinati alla “Funzione difesa” – termine con cui si indicano le spese riservate a esercito, marina, aeronautica e componenti interforze – hanno raggiunto la cifra di 22,48 miliardi di euro nel 2025, a fronte dei 15,32 miliardi del 2020. Ora il Ministero guarda a un ulteriore aumento delle spese nel futuro prossimo, sostenuto anche dai fondi europei del programma Safe: 8,9 miliardi in più chiesti dall’Italia.

Su cosa punta il Ministero della Difesa

“I conflitti non si combattono più solamente con le armi, pur tristemente tornate a mettere in discussione confini ed equilibri di sicurezza” scrive Guido Crosetto nell’introduzione del Dpp. Gli assetti tradizionali non bastano, sostiene il ministro, perché le guerre si disputano “attraverso nuove modalità operative: il conflitto russo-ucraino, ad esempio, si è trasformato in una vera e propria war of drones, caratterizzata da un ciclo di innovazione tecnologica sempre più rapido”. 

Mezzi aerei

Scegliere l’ucraino Mykhailo Fedorov ha significato puntare sull’innovazione e su una produzione di sistemi sempre più integrati. Nel periodo 2025-2039 sono previsti investimenti complessivi per 46,6 miliardi di euro, parte dei quali saranno usati per sviluppare mezzi autonomi. Già nel 2025 sono stati destinati 3,2 miliardi di euro allo sviluppo di sistemi unmanned, cioè capaci di svolgere compiti senza supervisione umana attraverso l’uso di intelligenza artificiale.

Mezzi terrestri e marittimi

A questi settori il Bilancio del Ministero prevede di indirizzare, nel periodo compreso tra il 2025 e il 2039, rispettivamente 19,3 miliardi e 15,3 miliardi, sia per il rinnovamento dei mezzi da combattimento che per la ricerca e lo sviluppo. Altri 15,4 miliardi saranno usati nel settore delle armi e delle munizioni per potenziare la capacità produttiva dell’industria nazionale.

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