L'attore Pierfrancesco Favino, Ansa/Ettore Ferrari

Registi con Favinodopo la polemicasui personaggi italiani

Continua il dibattito dopo le critiche per ruoli italiani ad attori stranieri

“Difendiamo il cinema italiano, i suoi protagonisti, il mestiere dell’attore”. L’attrice e regista Monica Guerritore si schiera con Pierfrancesco Favino. E non è l’unica: con lei anche Pupi Avati e Gabriele Salvatores prendono posizione a favore dell’attore romano, che al festival di Venezia, nei giorni scorsi, si è detto contrario all’attribuzione di ruoli italiani a interpreti stranieri. 

A margine della proiezione del film “Adagio”, Favino ha infatti criticato la scelta del regista di “Ferrari”, Michael Mann, che ha assegnato all’attore statunitense Adam Douglas Driver il ruolo del protagonista, Enzo Ferrari. “C’è un tema di appropriazione culturale, non si capisce perché non io ma attori di questo livello non sono coinvolti in questo genere di film che invece affidano ad attori stranieri lontani dai protagonisti reali delle storie, a cominciare dall’accento esotico”, ha lamentato Favino. Sollevando una polemica che sta dividendo il mondo del cinema. 

L’attore Adam Driver, Ansa/Claudio Onorati

La risposta del produttore

“In Italia, proprio per valorizzare e lanciare talenti italiani, bisogna fare film internazionali, inserendo nel cast un mix di attori stranieri e nostrani. Solo così i talenti italiani, che sono tantissimi e non tutti ancora scoperti, possono iniziare ad avere visibilità a livello mondiale”. A rispondere alle critiche di Favino non sono stati né Michael Mann né Adam Driver, bensì il produttore del film Andrea Iervolino. 

Nel comunicato che ha rilasciato ha esordito con un eloquente “caro Favino”, per spiegare poi che il cinema italiano è colpevole di “non aver creato, in trent’anni, uno star system riconoscibile nel mondo”. 

L’appoggio a Favino

Diversi colleghi di Favino, invece, hanno supportato le sue dichiarazioni. Monica Guerritore ha detto che “esistono personaggi con un’identità talmente definita che solo ricreandola si può renderli universali”. Raccontando la sua esperienza – “anche io mi sono sentita dire che se avessi affidato il ruolo della Magnani a una star americana avrei conquistato il mercato mondiale” – sentenzia: “Noi siamo la nostra lingua, i nostri gesti, la memoria condivisa, le nostre intemperanze. Tutto questo ci racconta, non solo una scenografia”. 

Anche Gabriele Salvatores si è detto d’accordo con Favino: “Credo che abbia fatto bene a dire questa cosa però il problema è che la situazione è molto più complicata di quanto sembri e comune”. Ma, continua, “c’è la tendenza degli americani a rendere ridicole certe nostre realtà. Ci vedono un po’ come ‘caratteristici’”. 

Se anche per Pupi Avati “Favino ha ragione”, l’attore Edoardo Pesce, a Venezia nel film “El paraiso”, si dissocia: “Per me Adam Driver può fare Ferrari, ciò che conta è la caratterizzazione significativa del personaggio”. 

 

Veronica Stigliani

Laureata in Relazioni Internazionali presso l’Università di Bologna nel 2019 con una tesi intitolata "States and non-state actors in the Middle East", collaboro con The Euro-Gulf Information Centre (EGIC), OSMED-Osservatorio sul Mediterraneo e La fionda.