LOS ANGELES – La cerimonia di premiazione degli Oscar 2026 si terrà il prossimo 16 marzo, nello storico Dolby Theatre di Hollywood, a Los Angeles. Ma la scena, al momento, sembra dominata dalle candidature, annunciate nelle scorse ore dagli attori Danielle Brooks e Lewis Pullman. A battere ogni record è l’horror politico “Sinners – I peccatori”, di Ryan Coogler con Michael B. Jordan. Seguono “Una Battaglia dopo l’Altra”, ferma a 13, e poi “Frankenstein”, “Marty Supreme” e “Sentimental Value”, con 9 nomination ognuno.

“Sinners” supera “Titanic”
Il risultato clamoroso del film di Coogler supera altri storici precedenti: le 14 candidature di “Eva contro Eva”, “Titanic” e “La La Land”. Giù un successo, pur considerando l’introduzione di una nuova categoria dedicata ai casting director.
Terza nomination per Timothee Chalamet
Quello di “Sinners” non è però l’unico record che questa edizione degli Academy Award ha già infranto: Timothée Chalamet raggiunge la sua terza candidatura agli Oscar per “Marty Supreme”, diventando il più giovane attore in questa speciale classifica. L’interprete del nuovo film di Josh Safdie ha da poco compiuto 30 anni e in passato era già stato in gara: nel 2018 per “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino e nel 2025 per “A Complete Unknown”, il biopic dedicato a Bob Dylan.
Emma Stone più giovane donna a quota sette nomination
Gloria anche per Emma Stone, in corsa sia come produttrice sia come migliore attrice protagonista per Bugonia: a 37 anni è diventata la seconda persona più giovane – e la più giovane donna in assoluto – a raggiungere sette candidature nella storia degli Oscar.
Esclusioni a sorpresa e risultati sotto le aspettative
Tra gli attori protagonisti, pesa l’assenza di Paul Mescal, che interpreta William Shakespeare nel film “Hamnet” diretto da Chloé Zhao. Fa discutere anche il risultato ottenuto da “Avatar: Fuoco e Cenere”, il nuovo film di James Cameron. Il terzo capitolo della saga campione di incassi ha conquistato soltanto due nomination. È il bottino più basso mai registrato: il primo “Avatar” (2009) aveva raccolto nove candidature, mentre il sequel “Avatar: La via dell’acqua” (2022) si era fermato a quattro.
Italia fuori dalla corsa
L’Italia resta ufficialmente fuori dalle candidature. L’unica possibilità era rappresentata dalla nomination nella categoria “cortometraggio d’animazione”, dove concorreva “Playing God” di Matteo Burani e Arianna Gheller, ma il corto non è riuscito a entrare tra i finalisti. Per quanto riguarda i lungometraggi, “Familia” di Francesco Costabile non aveva superato le short list per il “miglior film internazionale”.


