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HomeCultura UpScrolled, il social che sfida i media tradizionali e la censura su Gaza

UpScrolled sfida TikTok
e combatte la censura
sulla situazione a Gaza

Creata da un ingegniere palestinese

Al quarto posto delle app più scaricate

di Enza Savarese28 Gennaio 2026
28 Gennaio 2026
upscrolled app

L'app Upscrolled | Foto dal sito upscrolled.com

ROMA – “Creato per una connessione autentica e un’espressione genuina. A differenza delle piattaforme tradizionali”. È lo slogan della nuova applicazione Upscrolled, che in pochi giorni ha raggiunto il quarto posto delle app più scaricate. Lanciata dallo sviluppatore palestinese Issam Hijaz, la piattaforma vuole rispondere all’esigenza di diversi utenti: superare lo shadow ban dei social tradizionali quando si parla del genocidio a Gaza. 

Dal 7 ottobre, infatti, è stata TikTok l’app più utilizzata dagli stessi palestinesi per condividere i bombardamenti sulla Striscia da parte d’Israele. Uno strumento che velocemente si è però adeguato alla narrazione degli altri media tradizionali. Il motivo è legato al cambio di governance in America per il social cinese, dove – per eludere il ban statunitense – sono stati investiti 14 miliardi di dollari. Il rebranding Usa ha previsto il controllo del 15% da parte della società Oracle, fondata da Larry Ellison, sostenitore di Trump e con dichiarate posizioni pro Israele. 

Uno scenario che ha visto i suoi effetti già nel 2023, quando i contenuti sulla Palestina sono stati via via oscurati. È proprio in quell’anno che Hijaz, dall’Australia, ha deciso di iniziare a progettare il social Upscrolled. Nell’App Store, prima di scaricarla, non si descrivono le funzionalità della nuova applicazione, ma si parla più di una missione. “UpScrolled esiste perché eravamo stanchi di aspettare che le Big Tech facessero la cosa giusta. Avevamo bisogno di un posto in cui le persone potessero parlare liberamente, senza dover giocare con gli algoritmi o essere punite per aver detto la verità”, si legge sulla pagina del sito. Una visione che, come attestano diversi creator palestinesi e non, sta generando “una migrazione di massa” dagli altri social tradizionali.

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