WASHINGTON – Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha oscurato il nome di almeno “sei uomini”, probabilmente implicati nel caso di Jeffrey Epstein. La denuncia dei deputati Ro Khanna e Thoma Massie arriva dopo aver avuto accesso ai documenti non censurati sul defunto finanziere pedofilo. Il democratico e il repubblicano intendono concedere al ministero guidato da Pam Bondi il tempo necessario per rimuovere gli omissis dalle carte, ma non escludono la possibilità di rendere pubblici i sei nomi durante una seduta della Camera, così da godere dell’immunità. Uno dei sei, ha detto Massie, ricopre una posizione di alto livello in un governo straniero, mentre un altro è “una personalità di spicco”.
Re Carlo pronto a collaborare sul fratello Andrea
Il caso Epstein ha investito anche la Gran Bretagna. Re Carlo, preoccupato per le rivelazioni sul fratello Andrea, si è detto pronto a collaborare con le autorità. In particolare la polizia britannica è incaricata di valutare l’eventuale rilevanza penale delle informazioni confidenziali che l’ex principe Andrea avrebbe condiviso con Jeffrey Epstein su alcune missioni svolte in anni in cui era emissario e testimonial commerciale per conto di vari governi britannici in Asia. L’annuncio è arrivato il 9 febbraio da Buckingham Palace, con una nota senza precedenti nella quale ricorda come Carlo abbia già “mostrato la profonda preoccupazione”, attraverso azioni “senza precedenti”, sul coinvolgimento del fratello nello scandalo dei legami con il defunto finanziere pedofilo americano. Sul caso sono intervenuti anche i principi William e Kate, definendosi “molto preoccupati”.
Ghislaine Maxwell non parla
Chiamata a testimoniare alla Camera sul caso Epstein, non ha parlato Ghislaine Maxwell. L’ex compagna e complice di Epstein si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Gli avvocati di Maxwell, condannata a 20 anni per aver aiutato Epstein ad abusare sessualmente di ragazze minorenni, hanno fatto sapere che parlerà solo se riceverà la grazia presidenziale. Sono pronti intanto a deporre a fine febbraio Bill e Hillary Clinton, ma è battaglia se la loro testimonianza debba essere pubblica, come vuole l’ex coppia presidenziale, o a porte chiuse, come vorrebbero i repubblicani, forse nel timore che l’interrogatorio possa diventare un imbarazzante boomerang anche per Donald Trump. Dai nuovi file pubblicati dalla giustizia Usa emerge che Maxwell aiutò Bill a fondare e finanziare le sue iniziative filantropiche dopo la presidenza, prima però dell’incriminazione di Epstein in Florida nel 2006.
Fiducia del partito Laburista britannico a Starmer
Il premier laburista britannico, Keir Starmer, ha superato (per ora) il pericolo di una defenestrazione, dopo l’escalation dello scandalo legato alla nomina ad ambasciatore degli Usa di Peter Mandelson e degli stretti rapporti fra questi e Jeffrey Epstein. Ma la resa dei conti potrebbe essere solo rinviata, al più tardi a dopo il voto amministrativo di maggio.


