ROMA – Per il terzo anno consecutivo Bari conquista il primo posto nella classifica dell’indice del clima elaborata da Il Sole 24 Ore, che analizza l’andamento meteorologico degli ultimi quindici anni nei capoluoghi italiani. Lo studio valuta il benessere climatico attraverso indicatori legati alle condizioni atmosferiche che incidono sulla vita quotidiana, dai livelli di umidità alle temperature fino alla frequenza degli eventi estremi.
Subito dopo il capoluogo pugliese si posizionano diverse città della costa adriatica, come Barletta, Pescara, Ancona e Chieti. Nei primi dieci posti compaiono soprattutto località costiere – tra cui Livorno, Trieste e Imperia – ma anche territori collinari o montani come Enna, dove l’altitudine favorisce condizioni climatiche più equilibrate.
Le città con il clima peggiore
All’estremo opposto della graduatoria si colloca Carbonia (Sardegna), penalizzata da picchi di calore estremi e forte umidità. Tra gli ultimi posti compaiono anche Terni, Caserta e Belluno. Quest’ultima registra alcune delle performance peggiori in diversi indicatori: poche ore di sole giornaliere, numerosi giorni freddi e un alto numero di giornate con umidità fuori dal comfort climatico. Terni, invece, soffre soprattutto per l’elevata frequenza di ondate di calore e temperature estreme, fenomeni accentuati dalla posizione nell’entroterra e dall’assenza della brezza marina.
Le grandi città divise in due gruppi
Le principali città italiane si distribuiscono in due fasce della classifica. Tra le prime quaranta compaiono Bari, Trieste, Venezia, Napoli, Reggio Calabria, Cagliari e Roma. Nella seconda metà della graduatoria si trovano invece Milano, Bologna, Firenze e Torino, dove incidono soprattutto fenomeni legati all’aria stagnante e alle condizioni tipiche della pianura padana.
I record climatici e i nuovi trend
Tra i dati più significativi emergono alcuni primati. Enna registra la migliore circolazione dell’aria e il più basso indice di calore, mentre in città come Catania e Cagliari non si rilevano più giorni freddi durante l’anno.
L’analisi evidenzia anche un cambiamento climatico sempre più evidente. Negli ultimi quindici anni la temperatura media annuale in Italia è aumentata di circa 1,8 gradi, con incrementi più marcati nel Nord del Paese. Nel 2025 si sono registrate 17 ondate di calore, 14 episodi di caldo estremo e circa 80 notti tropicali. Allo stesso tempo diminuiscono i giorni di pioggia, ma aumentano le precipitazioni intense e i periodi di siccità prolungata, segno di un clima sempre più instabile.


