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HomeCultura “Human Authored”, arriva il logo per riconoscere i libri senza IA

"Libri scritti da umani"
Dal Regno Unito il marchio
per tutelare autori e lettori

Il progetto della Society of Authors

Il vuoto normativo sulle aziende tech

di Marco Bertolini16 Marzo 2026
16 Marzo 2026
Libri

"Libri scritti da umani", il logo per capire quali sono quelli non realizzati con l'intelligenza artificiale | Foto Ansa

LONDRA – “Libri scritti da umani” è il logo per distinguere i libri ed e-book scritti o illustrati con l’intelligenza artificiale da quelli frutto, appunto, dell’intelligenza umana. Il marchio che segnala quando testi e illustrazioni sono realizzati al 100% da persone arriva dal Regno Unito.

Il progetto della Society of Authors

In un mercato digitale sempre più congestionato da contenuti realizzati da non umani, il principale sindacato degli scrittori del Regno Unito prova a cambiare le cose. Durante la London Book Fair, la Society of Authors ha lanciato la certificazione “Human Authored”. Il progetto permette agli autori di registrare le proprie opere originali e scaricare un marchio con tale dicitura, da inserire sulla quarta di copertina per renderli immediatamente riconoscibili. I lettori potranno inoltre consultare un database pubblico per verificare se un libro è certificato come umano. Al momento il servizio è gratuito e riservato ai membri del sindacato, ma potrebbe essere esteso in futuro. Il logo non è però solo un segno grafico ma anche un messaggio culturale: evidenziare che ormai dietro ogni libro ci potrebbe essere, o no, una mente umana.

Il vuoto normativo sulle aziende tech

Secondo la SoA, l’iniziativa nasce anche per l’assenza di una normativa che obblighi le aziende tecnologiche a segnalare i contenuti prodotti da sistema di intelligenza artificiale. Non è la prima volta. Infatti il progetto segue quello simile lanciato negli Stati Uniti nel 2025 dalla Authors Guild. Una crescente preoccupazione per il presente e il futuro del settore editoriale internazionale che riguarda non solo chi legge ma anche gli autori, che temono la concorrenza sleale e evidenziano questioni di copyright. Intanto il governo britannico si prepara a pubblicare a breve una valutazione sull’impatto economico delle possibili modifiche alla legge sul copyright.

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